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Italia

Processo Ruby ter, assolto Silvio Berlusconi e il pianista di Arcore

Secondo il tribunale il leader di Fi non avrebbe pagato Mariani per indurlo a falsa testimonianza sulle serate ad Arcore

Di Cristian Lamorte

Nessuna corruzione in atti giudiziari. Silvio Berlusconi è stato assolto nel tardo pomeriggio di oggi dal tribunale di Siena per uno dei filoni del Ruby ter arrivato nella città toscana. «Il fatto non sussiste" hanno stabilito i giudici. Stesso verdetto per la stessa imputazione per Danilo Mariani, il pianista senese di Arcore. 

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Secondo il tribunale il leader di Fi non avrebbe pagato Mariani per indurlo a falsa testimonianza sulle serate ad Arcore, come invece sosteneva la procura che aveva chiesto per entrambi 4 anni di reclusione. Al centro delle contestazioni dell’accusa una serie di bonifici, alcuni con causale e altri senza, effettuati dall’ex premier al pianista tra il 2011 e il 2013 per un ammontare complessivo di 170mila euro. 

Sempre il tribunale di Siena, ma un altro collegio, lo scorso 13 maggio aveva invece condannato a due anni di reclusione per falsa testimonianza Mariani nell’ambito dello stesso processo, con stralcio poi della sua posizione e di quella del Cavaliere per la corruzione e nuova udienza, davanti a un nuovo collegio, fissata per oggi. 

La sentenza odierna è invero arrivata un po' a sorpresa. Appena ieri la difesa del Cavaliere, al processo milanese sempre per il procedimento Ruby ter, aveva spiegato di ritenere che quella di oggi nella città del Palio fosse «un’udienza di carattere tecnico», considerato appunto il 'debuttò dei nuovi giudici. Che invece hanno tirato dritto: hanno respinto la richiesta della difesa di Berlusconi di ascoltare altri tre testi - il ragioniere Giuseppe Spinelli, contabile di Berlusconi, il musicista Mariano Apicella e la moglie di Mariani, Simonetta Losi - dichiarando chiusa l’istruttoria.

E quando la difesa dell’ex premier ha anticipato l’intenzione di presentare un’istanza di ricusazione del tribunale, il collegio ha deciso di andare avanti non ritenendo che «la mera esistenza di una dichiarazione di ricusazione possa comportare l'incapacità del giudice di procedere oltre nella discussione». Così, dopo aver ascoltato le conclusioni delle parti, si sono ritirati in camera di consiglio prima delle 17.30. 

Poco più di un’ora dopo la sentenza per un processo iniziato a febbraio 2018, arrivato già alle conclusioni delle parti l'anno scorso, ma poi più volte rinviato per la richiesta del Cavaliere di rendere spontanee dichiarazioni in aula e quelle della sua difesa di rinviare le udienze per legittimo impedimento a causa dello stato di salute dell’ex premier. 

«Ho sentito Berlusconi, è evidentemente sollevato e soddisfatto», ha riferito subito dopo la sentenza l’avvocato Federico Cecconi, uno dei legali del Cavaliere, che ritiene il verdetto senese «un buon viatico per il futuro», ovvero per il processo Ruby ter di Milano. «Grandissimo risultato», «giusto epilogo di questo processo che forse si doveva fermare un pò prima», le parole dell’altro difensore di Berlusconi, avvocato Enrico De Martino. Soddisfazione chiaramente anche da parte della difesa di Mariani - avvocati Fanny Zoi e Salvatore Pino - che, a proposito della condanna per falsa testimonianza, ritiene che le due accuse siano «sganciate"; comunque i legali hanno già impugnato la sentenza che ha inflitto al pianista 2 anni. 

La procura invece non ha commentato al termine dell’udienza. Contentezza per l’assoluzione del Cavaliere è arrivata da più esponenti del centrodestra. E secondo quanto si apprende da fonti di Forza Italia, il leader della Lega, Matteo Salvini e la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni hanno chiamato Silvio Berlusconi dopo la sentenza senese. 

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