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Stop alle mascherine all'aperto? Pressing di Salvini, il governo: «Obiettivo vicino»

Il leader leghista chiede a Draghi di togliere l'obbligo, Di Maio: «Entro l'estate le potremo togliere» 

Di Redazione

«Ne parlerò con Draghi, sarà una nostra proposta sicuramente. Se tutta Europa sta andando in questa direzione, anche in realtà messe meno bene di noi,  dobbiamo considerare anche noi questa opportunità». Così il  leader della Lega, Matteo Salvini rispondendo alla domanda se chiederà esplicitamente al premier Draghi di togliere l’obbligo  di mascherine all’aperto, come succede da oggi in Francia. Salvini l’ha detto a "Radio anch’io", in onda su Rai Radio 1. 

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«Penso che lasciare a luglio e agosto con 40 gradi anche all’aperto l’obbligo di mascherina non sia giusto come  la proroga di uno stato di emergenza che nei fatti non c'è... » ha aggiunto.

Da ieri la Francia ha tolto l'obbligo delle mascherine all'aperto, in italia la misura sanitaria è contenuta proprio nello stato d'emergenza che lo stesso leader leghista spera non venga prorogato.


«Togliere la mascherina all’aperto a partire da questa estate è l’obiettivo del governo, ed è vicino. È da mesi che aspettiamo questo momento e adesso che i numeri ci dicono che stiamo superando la crisi sanitaria bisogna accelerare», ha scritto su Facebook il ministro degli esteri Luigi Di Maio.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, che attualmente scade il prossimo 31 luglio ed è prorogabile al massimo fino a gennaio 2022, vengono snellite le procedure di approvazione di leggi e decreti. Vengono anche disposte le misure sanitarie, come l’obbligo delle mascherine all’aperto o il distanziamento sociale, e incentivato il ricorso allo smart working per le aziende.

Il governo, inoltre, può ricorrere agli ormai celebri Dpcm, decreti che non passano attraverso l'approvazione parlamentare. Nel caso in cui il prossimo 31 luglio non venisse prorogato lo stato di emergenza, terminerebbero le loro funzioni anche gli organismi creati per far fronte alla pandemia, ossia il commissario straordinario e il Comitato Tecnico Scientifico. Quest’ultimo è stato istituito il 5 febbraio 2020 con ordinanza del ministero della Salute e poi modificato, nella sua composizione, il 17 marzo 2021. Attualmente è composto da 11 membri, con il ruolo di coordinatore affidato al presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, e quello di portavoce a Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

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