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Sanità, rinnovato il contratto di lavoro dei 550 mila dipendenti

Previsti un umento di 90 euro e indennità di categoria

Di Redazione

ROMA, 16 GIU - Rinnovato il contratto di lavoro dei circa 550mila dipendenti della Sanità pubblica del Servizio sanitario nazionale: è stata sottoscritta nella tarda serata di ieri l'ipotesi di rinnovo del Contratto nazionale dei lavoratori del comparto, dagli infermieri ai radiologi al personale amministrativo, oltre tra gli altri a ostetriche e ricercatori. Il primo risultato raggiunto, affermano i sindacati, è un riconoscimento sul fronte economico: l'aumento minimo medio lordo mensile è infatti di 90 euro, ma sono anche previste specifiche indennità di categoria. Il contratto ha una vigenza 2019/2021 e interessa precisamente 545 mila lavoratrici e lavoratori. L'accordo è stato firmato da Aran e dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursing Up che esprimono "grande soddisfazione per un risultato importante e atteso da tempo". Con questo rinnovo, "a fronte delle risorse stanziate dal governo - affermano i sindacati - riconosciamo salario, diritti e tutele a lavoratrici e lavoratori che in questi anni difficili hanno affrontato l'emergenza pandemica garantendo la tenuta del Servizio sanitario e la salute dei cittadini. Il contratto rappresenta un punto di partenza per un effettivo rilancio del Servizio sanitario, che dovrà passare adesso da maggiori risorse e da assunzioni stabili".

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