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Ucraina, già 200mila fuggiti dalla guerra: primi profughi in Italia

Con due autobus sono già arrivate nel Paese poco meno di 100 persone, quasi tutte donne e bambini

Di Redazione

Sono già duecentomila i profughi ucraini che hanno lasciato il Paese e che sono arrivati nei Paesi limitrofi da quando il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato l'aggressione militare. Lo rende noto l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, spiegando che “i numeri vengono aggiornati continuamente”. 

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Alcuni di loro hanno già raggiunto anche l'Italia: un autobus con targa ucraina con una cinquantina di persone a bordo - donne e bambini e due uomini, di cui uno è l’autista - in fuga dalla guerra è giunto 
questa mattina al confine di Fernetti (Trieste). Ad attendere il bus c'erano le forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, che hanno effettuato i regolari controlli di frontiera. Sono diretti tutti a casa di amici o di conoscenti, prevalentemente al Nord tra Brescia, Vicenza, Milano. Qualcuno è diretto anche a Roma. 

L’autobus è uno di quelli utilizzati per i trasferimenti su grandi distanze, probabilmente di una compagnia tedesca, e sarebbe il primo di profughi giunto a Fernetti, primo confine italiano, per chi arriva dall’Est. Stamani presto e ieri erano arrivate alcune auto o poche persone alla spicciolata, su autobus di nazionalità rumena. Questo, invece, sarebbe il primo con targa ucraina. Sul parabrezza c'è la scritta «Cherkasy -Genova, attraverso Kyiv, Zhytomyr, Rivne, Ternopil, Lviv».  A bordo ci sono donne e bambini, anche di soltanto pochi mesi, partiti due giorni fa e giunti questa mattina. I rispettivi mariti, hanno detto, sono rimasti in Ucraina a combattere. Tutte hanno lanciato un appello, «torni presto la pace». 

E un altro autobus con una quarantina di profughi provenienti dall’Ucraina, tra i quali una bambina di nove mesi, è arrivato nella tarda serata di ieri a Piacenza. Ne riferisce il quotidiano Libertà, raccontando tra le altre la storia di una badante residente a Bobbio che ha potuto riabbracciare la figlia e la nipotina. La donna ha detto ieri che i familiari stavano viaggiando su un pullman che per superare il confine tra Ucraina e Polonia aveva impiegato 10 ore e che nel pomeriggio era poi entrato in Italia dirigendosi verso Piacenza dove parte dei trasportati hanno dei famigliari. 

 

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