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Strage discoteca: difesa, colpevoli i gestori non la Commissione

Processo ad Ancona. La sentenza è prevista per il 19 aprile

Di Redazione |

ANCONA, 15 MAR – Responsabilità dei gestori della discoteca, non della Commissione di pubblico spettacolo che rilasciò i permessi ad ottobre 2017 perché “la commissione non aveva modo di rendersi conto a vista delle piccole difformità che c’erano nell’uscita di sicurezza, nella rampa e nella scala”. Lo ha sostenuto oggi la difesa di tre dei componenti della Commissione di pubblico spettacolo che rilasciò il permesso per l’apertura della discoteca Lanterna Azzurra a Corinaldo (Ancona). Nel locale morirono cinque minorenni e una mamma nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018, schiacciati dalla calca di una folla in fuga a causa di spray al peperoncino spruzzato da una gang che rubava collanine d’oro a giovanissimi. Ad Ancona è alle battute finali il processo bis sulla strage di Corinaldo, quello in cui vengono contestate carenze di sicurezza del locale, oltre a irregolarità nella procedura amministrativa di rilascio della licenza per pubblico spettacolo. Oggi hanno chiuso l’arringa i difensori di tre membri della Commissione imputata, l’ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi, il vigile del fuoco Rodolfo Milani e Massimo Manna, responsabile del Suap (Sportello unico attività produttive). “Le balaustre dovevano resistere a un deflusso di 112 persone ma ne sono uscite più di 800 e c’è stata una pressione di almeno 12 minuti sotto la quale si sono incurvate, non spezzate e alla fine sfilate dal cemento del muro”, ha affermato l’avvocatessa Marina Magistrelli, che rappresenta i tre con gli avvocati Monica Clementi e Alessandro Lucchetti. La prossima udienza si terrà il 5 aprile per repliche e il 19 aprile è prevista la sentenza.

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