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Vaccini, Draghi cambia il piano: addio alle primule, obiettivo mezzo milione di dosi al giorno

Di Matteo Guidelli |

ROMA – Le vaccinazioni nelle caserme e nei palazzetti, un esercito di 300mila volontari in campo per la logistica e per aumentare il personale dedicato alle somministrazioni, mezzo milione di dosi al giorno come obiettivo a partire da aprile. Prende forma il nuovo piano vaccini dopo le indicazioni che il premier Mario Draghi ha dato, in Senato, ribadendo che l’immunizzazione di massa degli italiani è la «prima sfida» per il governo del Paese.

Il presidente del Consiglio ha parlato della necessità di essere rapidi ed efficienti, del «dovere» di utilizzare tutto ciò che l’Italia ha a disposizione per proteggere i suoi cittadini e già nei prossimi giorni ci saranno una serie di incontri per definire le linee del piano organizzativo e logistico. Piano che però non può che essere strettamente vincolato alla fornitura dei vaccini: senza dosi, la campagna non può partire.

La strategia si muoverà dunque su due piani, quello nazionale e quello quello europeo, dove l’Italia sarà convinta sostenitrice della linea adottata finora da Bruxelles per gli acquisti centralizzati, ribadita anche oggi dalla presidente Ursula von der Leyen che ha messo in guardia chi si muove fuori dal quadro Ue: «C’è zero garanzia, è estremamente rischioso». Parole indirizzate al presidente del Veneto Luca Zaia che ha detto di aver trovato sul mercato 27 milioni di dosi e di avere dalla sua parte altre 5 regioni. L’Ue sta invece lavorando ad avere più dosi – e l’accordo con Moderna per altre 150 milioni entro l’anno va in questa direzione – e a portare la produzione nei vari paesi, Italia compresa.

Ma per il momento i numeri, almeno per quanto riguarda il nostro paese, sono limitati: l’ultima previsione di Arcuri indicava 14 milioni di dosi entro la fine di marzo, sufficienti per completare la vaccinazione del personale sanitario, Rsa e over 80 ma non certo per la campagna di massa. Quella dovrebbe partire ad aprile: nel secondo trimestre sono previste 64,5 milioni di dosi, un terzo da Astrazeneca. E proprio in serata si è appreso del via libera dalla Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco alla possibilità di somministrare il vaccino di AstraZeneca ai soggetti fino ai 65 anni di età in buone condizioni di salute. Alle persone più anziane o fragili andranno invece somministrati i vaccini di Pfizer e Moderna. La circolare del ministero che recepisce le nuove indicazioni dovrebbe uscire venerdì prossimo.

L’obiettivo del ministero della Salute è di arrivare a 500mila vaccinati al giorno, 6 milioni di italiani al mese, utilizzando soprattutto medici di base e pediatri. Ma per centrarlo servirà anche altro.

Tra palazzo Chigi e la struttura del Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri ci sono già stati dei contatti, che si intensificheranno nei prossimi giorni. Ad Arcuri dovrebbe rimanere la parte relativa agli acquisti mentre la struttura commissariale dovrebbe essere sgravata per ciò che concerne logistica e distribuzione.

«Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private», ha detto Draghi.

Dunque addio alle Primule disegnate dall’architetto Stefano Boeri, che al momento nessuna regione ha richiesto, e spazio a caserme, palazzetti, fiere ma anche a luoghi come la stazione Termini e la Nuvola di Fuksas a Roma, gli spazi nei centri commerciali. E, ovviamente, i drive trough della Difesa, che saranno riconvertiti a centri vaccinale. Il primo aprirà nelle prossime ore alla Cecchignola a Roma. «La Difesa c’è sempre e lavora con la concretezza dei fatti – ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini – daremo tutto il supporto richiesto».

Un cambio di passo che rimette in gioco la Protezione Civile, un sistema che ha al suo interno tutte le strutture dello Stato, dalle forze di polizia alle forze armate, dai rappresentanti dei servizi essenziali alle associazioni di volontariato e che garantisce quel coordinamento necessario – attraverso il Comitato operativo in cui siedono tutti i soggetti coinvolti – a far sì che la gestione dell’emergenza si muova su un’unica linea operativa.

Al Dipartimento stanno predisponendo un dossier per palazzo Chigi, indicando possibilità di intervento e disponibilità, a partire dai 300mila volontari in tutta Italia immediatamente attivabili. Volontari che potranno essere utilizzati sia per l’allestimento dei centri vaccinali e le eventuali tensostrutture, sia per la parte sanitaria. La Croce Rossa ad esempio, che fa parte del sistema, oggi fornisce per il Centro a Fiumicino 30 medici al giorno su sue turni, che possono arrivare a 40 quando l’hub sarà a regime e potrà effettuare tremila vaccinazioni al giorno. Uno schema che potrebbe essere replicato a livello nazionale. Non è escludo dunque che già la settimana prossima possa essere convocato il Comitato operativo, per andare nella direzione indicata da Draghi: rapidità ed efficienza. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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