Cigl e Uil, per 150 lavoratori del call-center “Mics" di Motta S. Anastasia gli stipendi tardano ad arrivare
L’azienda non ha mantenuto gli impegni assunti con le organizzazioni sindacali
Call center generico
“Solo parole, stipendi in ritardo, per 150 lavoratrici e lavoratori del call-center Mics che ha sede a Motta Sant’Anastasia e tra i suoi committenti ha Enel e Italia On Line. L’azienda non ha mantenuto gli impegni assunti con le organizzazioni sindacali. Oltre alle iniziative di protesta, abbiamo quindi deciso di scrivere a Ministero del Made in Italy-Mimit, Enel e Iol per denunciare la situazione”.
I segretari generali di Slc Cgil e Uilcom Uil Catania, Gianluca Patanè e Gaetano Cristaldi, contestano “il comportamento senza precedenti tenuto dai nuovi vertici del call-center Mics, che ha pagato in ritardo i propri dipendenti a settembre e versato un acconto del 50 per cento su ottobre”. I due esponenti sindacali aggiungono: “Mics è una società leader nel settore e in passato, quando apparteneva al gruppo Abramo, aveva sempre garantito la regolare retribuzione al proprio personale nonostante le gravi difficoltà del comparto. Lavoratrici e lavoratori avevano risposto con sacrifici considerevoli dimostrando lo stesso senso di responsabilità che viene rivelato adesso, quando il servizio a favore delle committenti è puntualmente assicurato con la consueta passione e professionalità”.
I segretari di Slc e Uilcom concludono: “Aperto lo stato di agitazione, sono già state indette due assemblee molto partecipate a cui hanno fatto seguito azioni di protesta, coordinate dalle nostre Segreterie territoriali e dalle Rappresentanze sindacali-Rsu. Malgrado ciò, è stato prestato un servizio come sempre impeccabile a Enel e Italia On Line. Siamo preoccupati e determinati, con tempestività e fermezza, a ogni iniziativa sindacale. Abbiamo già informato le nostre strutture nazionali e scriveremo immediatamente alle committenti di Mics e al Ministero garante perché siano a conoscenza di quanto sta accadendo in una provincia già segnata da una pesante crisi occupazionale e sociale. Chiediamo il saldo istantaneo delle spettanze dovute a lavoratrici e lavoratori ormai in seria difficoltà, nella speranza di un confronto con l’azienda finalmente serio e produttivo di effetti concreti”.