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Lavoro

Il cuoco "ridiventa" un mestiere per trovare un lavoro vero

Il 30 settembre a Catania l'open day della scuola di cucina Buffettieri con in calendario grandi professionisti della cucina

Di Redazione

Una scuola di mestieri legati alla ristorazione. Pastai, panettieri, pasticceri, gastronomi, cuochi, “mestieri”, come si diceva una volta, sui quali concretamente costruire il futuro. Il mondo dei corsi di cucina rialza la testa senza piangersi addosso e si rimbocca le maniche con una nuova consapevolezza, quella di ripartire dalla base, anzi, dalle basi, per formare nuovi professionisti. 

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La scuola di cucina “Buffettieri” di Catania guidata da Fiorella Chiello è una di queste realtà. «Avevamo aperto alla fine del 2019 - ricorda Chiello, cuoca, pugliese d’origine trapiantata a Catania, poi è arrivato il Covid e ci ha bloccato tutto. Adesso è il momento di riaprire, per tutta l’estate non s’è parlato d’altro che della carenza di personale, in cucina, nelle sale dei ristoranti e nelle strutture ricettive dei grandi gruppi alberghieri. Questo, nonostante tutto, è un settore che assume continuamente e il nostro compito è quello di dare un’opportunità a chi vuole migliorare professionalmente».


Ecco, quindi, che i fornelli di piazza San Domenico si riaccenderanno ufficialmente il 30 settembre per l’Open Day, una giornata in cui verrà presentato il nuovo calendario dei corsi e delle Masterclass in programma.
Fra gli chef “professori” Carmelo Floridia, presidente dell’Associazione provinciale cuochi e pasticceri iblei, Claudio Ruta (Modica), Maurizio Urso vice presidente di Euro-Toques Italia, Marco Cannizzaro (Catania). 
Per le masterclass c’è già in lista il nome del maestro panificatore Oscar Pagani, “re” dei lieviti e in particolare del panettone, ma la lista è in via di definizione con altri rappresentanti del ristorazione “stellata”.
La filosofia della scuola non tralascerà nemmeno l’aspetto solidale, un’eredità “acquisita” dalle difficoltà economiche conseguenti alla chiusura obbligata dal Covid. «Ho in mente - anticipa Fiorella Chiello - di avviare dei progetti per le persone disoccupate e/o disagiate. In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo l’idea di una cucina “sociale” che si prenda anche cura della comunità in cui opera è, a mio parere, il modo migliore per ripartire. Ripartire tutti insieme, altrimenti non si va da nessuna parte».

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