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Lavoro

Pfizer procede col riassetto dello stabilimento di Catania: 210 i lavoratori a rischio

Nonostante le rassicurazioni della multinazionale, avviate le procedure per i 130 esuberi che colpiscono per anche interinali e stagionali. martedì 15 il tavolo coi sindacati

Di Redazione

Sono in molti a chiedersi come mai la multinazionale Pfizer, che in questo momento dovrebbe godere di un'ottima solidià economica dovutia agli introiti dei vaccini, abbia annunciato gli esuberi nello stabilimento di Catania. Dall'azienda continuano ad arrivare messaggi rassicuranti («Lo stabilimento di Catania svolge un ruolo fondamentale nella produzione di importanti medicinali iniettabili sterili e antibiotici per i pazienti di tutto il mondo:  è stato programmato un intervento di modernizzazione, con un ulteriore investimento di 27 milioni di euro nei prossimi tre anni; purtroppo sono necessari anche alcuni adeguamenti, dovuti al calo della domanda dei volumi produttivi di un antibiotico iniettabile, che porteranno a una riduzione dell’organico»), la realtà è che dalla casa farmaceutica americana non ci sono stati passi indietro: Pfizer, ieri pomeriggio, ha notificato alle organizzazioni sindacali la lista di mobilità, che interessa 130 dipendenti dello stabilimento catanese. E i tagli colpiscono pure interinali e stagionali: complessivamente, 210 posti a rischio. 

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Fra una settimana, martedì 15, azienda e sindacati si siederanno a un tavolo di Confindustria Catania per discutere della vertenza: in strada, in viale Vittorio Veneto, i lavoratori faranno sentire durante il confronto la propria presenza con un sit-in di protesta.

«Una vergogna - commentano Enza Meli e Alfio Avellino, segretari generali di Uil e Uiltec Catania - che Pfizer disinvesta, malgrado i 36 miliardi di profitti. Ci sembra imbarazzante, però, anche il silenzio dei Governi nazionale e regionale. Almeno finora è stato così, speriamo di essere smentiti domani. Tutti a riempirsi la bocca di rilancio del Sud, ma siamo dinanzi a una nuova dimostrazione che sono sempre parole, parole, parole. Soltanto parole!».

 

 

«E' assolutamente inaccettabile e scorretto nei confronti dei lavoratori e della città di Catania - commenta a sua volta  Enzo Bianco - Da più parti avevamo chiesto di destinare questo sito alla produzione dei vaccini antiCovid ma l'azienda farmaceutica, che nel contempo ha registrato un notevole incremento di fatturati e guadagni grazie alla pandemia neppure ha risposto e sta provvedendo alla depotenziamento della sede. Una scelta crudele che è senza dubbio figlia di un disinteresse nei confronti della nostra realtà da parte di alcune grandi aziende. La caduta verticale della reputazione di Catania a livello nazionale e internazionale sta creando risultati pessimi. Come esempi posso citare la probabile scelta di Intel di alcune settimane fa e quella di Pfizer adesso. Dobbiamo fare fronte comune per ridare credibilità alla nostra città, penalizzata anche dalla mancanza, oltre che dal basso profilo, di gran parte della dirigenza politica. Come purtroppo ripeto da sin troppo tempo "semu ne manu di nuddu". Dobbiamo cambiare questa situazione. Riprendere, ad esempio, il sogno dell'Etna Valley dimenticato dalle amministrazioni competenti. Non possiamo permetterci e permettere che Catania continui ad essere penalizzata in ogni settore, dobbiamo riprenderci la giusta reputazione e il ruolo che compete a quella che aspira, o aspirava, di diventare una grande metropoli europea».

 

Lo so che, già frastornati dal Festival di Montecitorio, siamo tutti presi dal vivisezionare coloro che sono saliti sul palco di Sanremo. Ma oltre che discutere su Checco Zalone - greve o geniale - e discettare sul fenomeno Drusilla, troviamo il tempo di fare, non dico una riflessione sulle multinazionali, ma un post sulla Pfizer che con un profitto di 36 miliardi di dollari mette alla porta 130 dipendenti del sito di Catania?

 

Ai lavoratori esprime solidarietà “Coraggio-Cambiamo Italia”, che  attraverso il coordinatore regionale, Salvo Giuffrida, invita «il governo regionale ad intervenire prontamente presso il governo nazionale per scongiurare i licenziamenti», facendo sìm che Pfizer avvii a Catania «la produzione della pillola Paxlovid, il secondo antivirale appena approvato dell'Ema, per sostituire il vaccino». 

Dello stesso tenore l’intervento del segretario regionale del Prc, Mimmo Cosentino, che sollecita un intervento del governo Draghi e della giunta regionale. 

 

 

Il Partito Democratico fa appello all’amministrazione comunale di Catania, al governo regionale e al governo nazionale, affinché sollecitino la Pfizer ad un incontro al Mise insieme alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, per giungere al ritiro dei licenziamenti e, al contempo, per intavolare la discussione sul futuro della Pfizer e dell’industria farmaceutica catanese.

«Nonostante i miliardi e miliardi di euro incassati con i vaccini - ha detto la deputata regionale di Attiva Sicilia Angela Foti - Pfizer ha deciso di licenziare 130 lavoratori catanesi. Intollerabile l’atteggiamento della multinazionale. L’Italia gli ha versato veri e propri pezzi del nostro PIL e invece di investire in ricerca e produzione nel nostro Paese, decidono di lasciare a casa padri e madri di famiglia e, addirittura, con comportamenti antisindacali. Chiedo al ministro del Lavoro Andrea Orlando - conclude Foti - di convocare urgentemente un tavolo con l’azienda per affrontare immediatamente quella che sarebbe una ecatombe occupazionale. Ci piacerebbe che al tavolo partecipasse anche il ministro della Sanità così per ricordare a questi signori quanto hanno incassato in questi anni dai contribuenti italiani».

«Il governo - ha dichiarato la deputata del gruppo Misto Simona Suriano - nella persona del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti, venga a riferire in aula sulla notizia di questi giorni dell’ennesimo licenziamento collettivo, questa volta perpetrato dalla Pfizer a Catania. Parliamo della stessa Pfizer che si è arricchita nell’ultimo anno fatturando ben 42 miliardi di dollari solo per la produzione dei vaccini. Questa azienda - ha aggiunto - ha ben pensato di disinvestire sul nostro territorio licenziando, con un semplice Messaggino Whatsapp, oltre duecento lavoratori in un territorio già depresso, già desertificato. Più di duecento persone che vedono sacrificato tutto il loro impegno, tutta la loro vita dall’oggi al domani. Addirittura è stato offerto - solo ad alcuni dipendenti in possesso di requisiti specifici - il trasferimento nella sede di Ascoli Piceno, come se un lavoratore dall’oggi al domani può trasferire la propria famiglia, la propria vita in un’altra regione. Quindi - ha concluso Suriano - chiedo che venga a riferire il ministro Giorgetti su qual è la politica industriale di questo governo. Se la politica di questo esecutivo è far fallire tutto il tessuto imprenditoriale italiano, lo venga a dire in aula mettendoci la faccia. Siamo di fronte all’ennesimo licenziamento da parte di una multinazionale a cui si sono stesi tappeti rossi e che adesso lascia il deserto intorno».

«Ritengo inaccettabile - ha sostenuto il Commissario provinciale Catania e deputato regionale di #diventeràbellissima Giuseppe Zitelli, - il trattamento che la società Pfizer sta riservando ad una fetta importante di lavoratori del proprio stabilimento catanese. A 130 dipendenti assunti a tempo indeterminato viene chiesto di trasferirsi presso l’altra sede di Ascoli Piceno perché risulterebbero essere in esubero. Ad altri 50 dipendenti della Ramstad (una società collegata) non verrà, invece, rinnovato il contratto. Appare evidente che nelle intenzioni della Pfizer vi sia lo smantellamento dello stabilimento di Catania. Si tratta di una questione di carattere nazionale - aggiunge - sulla quale il Governo centrale è chiamato ad avviare immediatamente un tavolo di confronto. Del resto, lo spiegano bene i fatti: a fronte dell’enorme richiesta di vaccini e pillole anti-Covid nella struttura etnea si continuano a produrre antibiotici e farmaci di seconda fascia.  Ecco perchè - conclude Zitelli - parlo di una condizione inaccettabile: la multinazionale statunitense non solo non è un’azienda in crisi ma si sta assicurando enormi benefici economici dalla vendita dei propri prodotti anti-Covid».

La sen. Tiziana Drago, membro della commissione “Lavoro e affari sociali” al Senato si è espressa così: «Solidarietà a coloro che oggi stanno vivendo il dramma del licenziamento e vi assicuro che non starò a guardare. Sono certa che il presidente Musumeci si stia prodigando nelle modalità più consone e, in questo senso, mi preme evidenziare come sarebbe opportuno che la Regione si adoperasse per l’attivazione di un tavolo di intervento, al fine di giungere a concrete soluzioni, tanto da parte del Governo regionale, quanto di quello nazionale».

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