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Agrigento: il culto di San Calogero e la devozione di Andrea Camilleri

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Nel momento di apprensione che ognuno di noi sta vivendo per le condizioni precarie di salute del Maestro Camilleri, ci è cosa cara, nell’imminenza della festività calogerina che si terrà a giorni in quel di Agrigento, affidare alla protezione e cure del Santo taumaturgo il nostro amato scrittore, più volte dichiaratosi “ateo ma devoto a San Calogero”. Il giorno della nascita di Andrea Calogero Camilleri (06/09/1925) difatti, avvenuta in uno dei dì settembrini in cui si celebra San Calogero nella cittadina di Porto Empedocle, la madre lo votò al Santo, imponendogli il secondo nome, appunto Calogero.In particolare la devozione al Santo nero, da sempre nutrita e manifestata dallo scrittore, è altresì testimoniata in molti suoi scritti e in dichiarazioni da Lui rilasciate al riguardo: “Diciamo che io ora, da sempre, dall’età della ragione, ho un paradiso deserto di santi, privo di tutto. C’è solo San Calogero al quale sono legatissimo, al quale ogni anno faccio la mia offerta. Se guardate bene, troverete immagini e statuine in questa mia casa, a cominciare da questo studio. Credo che il mio legame con San Calogero, un santo che mi sta enormemente simpatico e del quale ho narrato la festa nel mio primo romanzo “Il corso delle cose, rimarrà fino a quando camperò”. “Culti pagani e culti cristiani: San Calogero di Agrigento e l’Ercole di memoria ciceroniana”

di Rosamaria Rita LombardoCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA