Catania. Ospedale Garibaldi di Nesima: «Test di sforzo per superare il degrado»
Oggi mi trovo presso il presidio ospedaliero Garibaldi di Nesima, dove dopo una serie di lunghe e snervanti vicissitudini, dovrei finalmente sottopormi a un test cardiovascolare da sforzo. Nel trovarmi a fronteggiare questa situazione, ho colto il vero senso della parola "sforzo": esso non si riferisce soltanto allo stress fisico che verrò invitato ad affrontare durante il test, ma sembra evocare anche l'impegno e la pazienza che debbono essere esercitati per accedere a tale servizio.
Non mi dilungherò nel dettaglio delle difficoltà incontrate per ottenere un appuntamento per il test, ma desidero enfatizzare il caos organizzativo che regna all'interno di questa struttura ospedaliera. Occorre inoltre menzionare la condizione dei servizi igienici: queste toilette non solo presentano uno stato di pulizia carente, ma sono anche scarsamente funzionali.
Riflettendo su questa esperienza, mi chiedo se i dirigenti siano davvero consapevoli delle condizioni in cui si trova il presidio. Mi domando se ci sia un'efficace sorveglianza e ispezioni improvvise che possano portare alla luce i problemi e garantire, se necessario, la responsabilizzazione e punizione dei responsabili di questi disordini. D'altronde, stiamo parlando di un presidio pubblico, che grava sul bilancio della Regione Sicilia e, in definitiva, su quello dello Stato. I costi, non dimentichiamolo, ricadono anche su noi cittadini, che dovremmo aspettarci e meritiamo un servizio di ben altro standard.