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“Bomba ecologica” nel Parco dell’Etna

Di Redazione |

Belpasso, Via Cairoli. Quella che vi descriviamo oggi è la storia di un progetto andato male e finito peggio. L’azienda turistica “ricettiva” Castellano era stata finanziata con fondi del patto territoriale Simeto/Etna (complimenti, soldi ben spesi). Non sappiamo se sia mai stata effettivamente aperta al pubblico, ma siamo certi di quanto ci è stato segnalato e di ciò che ne resta oggi. Il sito sembra essere stato dapprima colonizzato (e vandalizzato), da una squadra di softair che ha utilizzato il casolare come se fosse uno scenario di guerra, al punto di vietarne addirittura l’ingresso. Ad oggi il sito è assai frequentato, da malviventi ed incivili che depositano materiale pericoloso come manufatti in amianto e pneumatici. Non contenti, di tanto in tanto appiccano il fuoco per evitare che l’accumulo ormai vistoso desti troppi sospetti. Ecco, oltre lo scempio (che ricordiamolo, avviene nel territorio di uno dei paesi del Parco dell’Etna, patrimonio UNESCO) e il danno ambientale, da non sottovalutare è il più grave danno sanitario per le abitazioni limitrofe. Le fiamme deteriorano e disgregano l’asbesto di cui i manufatti in amianto sono composti e lo trasportano verso le case in microparticelle! Chiediamo che i cittadini che ci seguono si mobilitino segnalando questa bomba ecologica presso il Comune di Belpasso, presso la Procura della Repubblica di Catania e presso il Carabinieri Forestali di Nicolosi.

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