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Catania: "Una città ammorbata dal cancro dei rifiuti"

Di Redazione

Cartoline da Catania, Lunedí 3 gennaio 2022 (Via Ficarazzi). Parafrasando il sicilianissimo giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco, anch’egli siciliano di Leonforte, verrebbe da dire: “Buttanissima Catania”. Rifiuti in ogni dove, spazzatura sopra come sotto, pattume a destra e pure a manca. “Munnizza” a volontà, a perdita d’occhio, dalle periferie più degradate financo al salotto buono della città. Incredibile. In questo mio breve soggiorno di fine anno vecchio ed inizio nuovo a Catania, richiamato dall’affetto per i miei cari e dall’amore parentale per la matrigna Trinacria, ho trovato una città ammorbata dal cancro dei rifiuti, sfregiata nella sua bellezza da quella che dovrebbe essere una risorsa - se ben gestita e valorizzata - e che, invece, ha finito per soffocarla come una piovra dai lunghi tentacoli. Uno spettacolo indecoroso, per chi come me – emigrato al Nord per ragioni di lavoro ed ormai aduso ad un certo ordine, pulizia e decoro – ritorna a casa una tantum per trascorrere le feste in famiglia, ma soprattutto per le orde di turisti che vengono a visitare Catania per il suo Barocco, per l’Etna (Patrimonio dell’Unesco), per il suo mare e le sue scogliere nere di pietra lavica, per le sue prelibatezze culinarie e così via. Un’onta quella dei rifiuti difficile da cancellare dalla vista e dalla mente di coloro che vengono ad ammirarla e che trovano una città totalmente dissimile rispetto a quella rappresentata nelle foto “patinate” delle varie guide turistiche. La realtà è tutt’altra e fa male, soprattutto per chi di questa città è figlio. Profondamente addolorato nel cuore di catanese prima e siciliano poi, auspico un impegno politico “straordinario” per ripulire la città da cima a fondo, una forte ed incisiva azione repressiva contro chi trasgredisce le regole ed, ancora, un risveglio civico delle coscienze di tutti i catanesi. Infine, ma non in ordine di importanza, spero che si voglia investire a lungo termine, nell’educazione dei cittadini catanesi di domani, i bambini, che fin dai banchi di scuola dovranno essere educati al rispetto delle regole, del bene comune e dell’ambiente. Post fata resurgo. Rialzati Catania, al pari dell’araba fenice.

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