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Lo dico

Isole Eolie: la storia delle Sette Sorelle

Di Redazione

C’era una volta il Sole che, cullato dal mare, sorgeva rosso all’orizzonte, viaggiando poi alto e giallo nell’azzurro Cielo infinito. E c’era anche il Vento che, gonfio d’invidia, per offuscarne un po’ lo splendore, gli soffiava contro le Nuvole. Un giorno il Sole, infastidito, esclamò: – Gioca pure con le tue Nuvole, Vento, ma tienile lontane da me se non
vuoi che le bruci! – Uffa! – gli rispose il Vento – Ma perché non giochiamo un po’ a nascondino?– Perché io non sono un bambino perditempo come te, sono grande ed ho sempre tanta strada da fare prima di tramontare e andare a dormire. Del resto, non posso fare tardi perché domani devo alzarmi presto, come ogni mattina. Il Sole lavora, cosa credi? Io sono Energia da cui dipende la Vita sulla Terra. – Anch’io lavoro – replicò il Vento – ma ogni tanto sento il bisogno di riposare per ricaricarmi. Il mio è il respiro dell’aria necessario per portare in giro i semi delle piante e degli alberi. Per il mondo vegetale, animale e minerale il mio soffio è vitale. Quanto alla mia energia, sichiama eolica e viene valorizzata al meglio solo da poco.
Ma già dall’antichità l’uomo ha sfruttato la mia forza per navigare, per muovere le pale dei mulini, per pompare l’acqua, eccetera. E che dire poi dei bambini che continuano a cercarmi per portare in alto i loro aquiloni? – Ah, vabbe’ – aggiunse il Sole – se la mettiamo su questo piano, è grazie a me se i bimbi possono giocare all’aperto e, ovviamente, andare al mare.
A quel punto il dio del Vento Eolo, un po’ per mettere pace fra i due contendenti, un po’ per dare prova delle sue risorse, chiese aiuto al dio del Fuoco Vulcano ed insieme, in quattro e quattr’otto, impastando acqua, terra e fuoco nella grande fucina, crearono sette magiche isolette e le lanciarono nel blu del Mare. Eolo poi, per distinguerle facilmente, decise di affidarsi alla sua buona Stella, la Rosa dei Venti, affinché loro, i venti mediterranei, soffiando da ogni direzione, potessero dare alle isole forme diverse. E così fu. Da nord, dal cuore delle Alpi scese subito un vento freddo, Tramontana (da trans montes, al di là dei monti). Brrr!... Da nord-est, dai Balcani giunse il Grecale, brrr… un vento piuttosto freddo e secco. Ad est si formò invece un vento nebbioso, fresco e umido, il Levante o Euro. Da sud-est, dalla Siria salì lo Scirocco, un vento caldo umido. Da sud spirò Ostro (Auster), un vento australe, secco, detto vento di mezzogiorno o Noto. Da sud-ovest, dalla Libia arrivò Libeccio, un vento caldo africano contenente la sabbia del deserto sahariano. Da ovest si fece sentire il Ponente o Zefiro, un vento leggero, primaverile, simile alla brezza. Infine da nord-ovest soffiò il Maestrale, il vento principale, maestro per la navigazione mediterranea.
Quelle sette perle del Tirreno piacquero tantissimo anche allo scintillante Sole che, improvvisamente, le volle smerigliare con le sue infuocate polveri iridate. Lipari (Meligunis, per il buon miele) divenne così in parte bianca con le sue soffici montagne di pomice e in parte nera per la lucida e tagliente pietra ossidiana. Vulcano (Hierà, sacra), sede del dio del Fuoco, emerse gialla e rossa per la presenza dello zolfo nelle sue aride rocce. Al centro, Salina (Didyme, ‘gemella’ per i Greci a causa delle due montagne uguali separate da una valle) si svegliò profumata da gelsomini e capperi, interamente coperta da vigneti di bionda uva malvasia. A nord Iddu (Lui), Stromboli (Stronghyle, rotonda), l’isola rossa e nera col suo magnifico pennacchio di fuoco in cima che svettava nel Tirreno come un faro. Le faceva compagnia lo scultoreo Strombolicchio.
Ecco poi l’isola di buon nome, Eunymos, la dolce Panarea, frantumarsi in altri piccoli isolotti (Basiluzzo, Lisca bianca, Dattilo), colorandosi bianca e turchese nei fondali cristallini della baia di Calajunco. Ad ovest Filicudi (Phoinicussa, l’isola delle felci) s’illuminò di gialle ginestre. Di sentinella La Canna, uno scoglio alto 70 metri. Ed infine Alicudi (Ericussa, ricca di eriche viola) sorrise allegra e festosa con le sue innumerevoli farfalle variopinte che volteggiavano nell’aria e le squisite aragoste nascoste nelle tane sott’acqua.
Le sette sorelle erano davvero splendide e, tutte contente, promisero che il loro fantastico regno sarebbe durato a lungo in armonia con la Natura. Da allora infatti le Eolie, isole di Vento e di Fuoco, cullate dal Mare, baciate dal Sole, accarezzate dal Vento e abbracciate dalla Luna e le Stelle, diventarono le sette sorelle belle e buone del Mare fra le Terre (Mediterraneo) che conosciamo.
Sìnnove
Augusta, 16/3/2017.

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