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Lo dico

Luoghi da scoprire: il castello di Caccamo (Pa) una meraviglia nascosta

La Sicilia è ricca di bellezze, di bellezze rare che sono sotto gli occhi di tutti, che tutti diamo per scontate ma che se ci si sposta, se ci si va via da questa regione, sono bellezze che iniziano a mancare come l’aria ad un pesce appena pescato.

Di Redazione

Caccamo, con il suo castello è una di questa straordinarie bellezze; un castello che vi dico la verità se lo definisco uno dei più suggestivi in Italia; o perché si affaccia su un fiume, il fiume San Leonardo, o perché sovrasta tutto il borgo, o perché ricco di leggende, sembra quello che la mente immagina come castello delle fiabe.

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Le prime notizie di questo castello si hanno attorno al 1160 con Storia e Leggenda che si intrecciano fino a divenire una cosa sola. Il nobile Matteo Bonello, uno dei primi proprietari era nemico acerrimo del Re Guglielmo I detto il “Il Malo”, e utilizzò il Castello di Caccamo, insieme ai suoi compagni, come rifugio, dopo il fallimento della famosa “congiura dei baroni”. Una congiura fallita per mano del popolo che spaventato dai tumulti, liberò il sovrano costringendo Bonello a rifugiarsi dietro le mura inespugnabili del castello di Caccamo pensando così di riuscire a sfuggire alla vendetta del Re. Ma dove non arriva la forza arriva l’astuzia: Re Guglielmo Io invitò a corte, con la promessa del perdono. Ma Bonello cadde nella trappola, venne incarcerato e sottoposto a torture così terribili che lo portarono alla morte. E si narra che il suo fantasma vaghi irrequieto tra le sale del castello e preminentemente nel “salone della congiura”. Ci sono stati anche degli avvistamenti; avvistamenti che lo hanno mostrato vestito con abiti d’epoca, pantaloni e giacca di cuoio, trascinarsi con fatica e con il volto deturpato. È un castello ricco di curiosità e misteri che lo rendono affascinanti come non molti. Ad esempio si dice che agli “ospiti meno graditi”, venisse riservata una stanza con una piccola cappella in cui davanti all’altare, ancora oggi, è visibile una fessura che pare venisse usata per eliminarli.

Queste leggende, di una Sicilia, lontana da noi ma con lo stesso fascino di oggi, lasciano spazio alla vista meravigliosa di cui si gode dalle varie terrazze, che sazia gli occhi e sana l’animo, mostrando la Sicilia dalle colline dell’entroterra al mare cristallino di Cefalù. Ritornando alla Storia il castello divenne poi, dal 1302 al 1392, proprietà dei Chiaramonte che lo ampliarono e fortificarono ulteriormente; tanto che resistette agli attacchi degli aragonesi; Altri lavori vennero fatti eseguire da Giacomo De Prades tra cui alcune torri, scuderie, un salone per le udienze e un grande salone per le armi. Nel 1400 durante il suo massimo splendore, Giovanni Alfonso Herniquez, Vicerè di Sicilia, consegnò a Caccamo il suo “Stemma”: una testa di cavallo, che un tempo, si narra fosse di Cartagine con l’aggiunta però delle tre gambe: il Triscele.

Pertanto se capitate in Sicilia, non dimenticate questo luogo poiché sarà un luogo che vi segnerà lasciandovi migliori e più ricchi. Giacché la Storia è arricchimento del sapere e la bellezza arricchimento per l’anima.

Dott. Giuseppe Famà 

Avv. Giorgio Torre

 

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