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Messina

Controesodo, la Sicilia comincia a svuotarsi: a Messina file chilometriche agli imbarcaderi

Tante auto in coda già dalla scorsa notte. Lungo viale Libertà un agente della Polizia Municipale è stato aggredito da un automobilista

Di Redazione

Per molti le vacanze volgono a termine e la Sicilia comincia a svuotarsi dei tanti turisti, italiani e stranieri, che l'hanno scelta per trascorrere le proprie ferie. E' già tempo di  controesodo dunque ea Messina si registrano file di ore agli imbarcaderi dei privati ​​nella Rada San Francesco presa d'assalto dalla scorsa notte. Auto incolonnate con file chilometriche anche lungo  viale della Libertà, viale Boccetta e via Garibaldi. Non si registrano invece codice gli imbarchi delle Ferrovie dello Stato. 

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E un agente della polizia municipale di Messina è stato aggredito durante le operazioni per il controesodo sul viale della Libertà da un uomo in coda per il traghettamento. L'aggressore è stato arrestato dagli agenti. L'uomo esasperato dai tempi per l'imbarco è sceso dall'auto e ha aggredito a pugni l'agente in servizio davanti all'ingresso dei traghetti privati. L'agente, è caduto sbattendo la testa. Trasportato in ospedale è stato medicato con 4 punti di sutura e sottoposto a tac, prognosi di 15 giorni. 

Il sindacato Csa «esprime solidarietà ai colleghi della polizia municipale aggrediti stamattina mentre espletavano il proprio servizio al controesodo in viale della Libertà. Uno di loro tra l’altro ha riportato lesioni guaribili in 15 giorni». «Una maggiore aliquota di agenti avrebbe certamente permesso un maggiore controllo sulle operazioni in corso ai traghetti privati, scoraggiando azioni brutali come quella avvenuta oggi. Inoltre, Il numero di corse garantito dalla compagnia di navigazione privata non è sufficiente a garantire tempi sostenibili per la città, per gli agenti e per gli automobilisti. Il taser e il manganello estensibile d’ordinanza, come in altri corpi di polizia locale, avrebbe permesso agli agenti aggrediti se non a scoraggiare l'aggressione, di certo a potersi difendere». 
 

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