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Messina

Quando il diritto alla salute è un optional, il "caso limite" dell'ospedale di Lipari

Il cardiologo c'è solo al mattino, l'ortopedico una volta la settimana e il sindaco Giorgianni ha smesso di credere alle promesse della Regione 

Di Giuseppe Bonaccorsi

«Abbiamo ottenuto dal governo 130 milioni per la riqualificazione di tutte le strutture sanitarie dell'isola». Lo ha detto  il governatore Nello Musumeci  durante l'inaugurazione, avvenuta tre giorni fa,  del nuovo e moderno pronto soccorso del San Marco di Librino, popoloso  quartiere di Catania .  

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Il reparto  servirà anche la richiesta di assistenza che arriva dalla zona sud dell'isola. Ma siamo sicuri che il presidente e il suo assessore alla Salute, Ruggero Razza, sappiano con esattezza o facciano finta di non saperlo, quello che avviene alle Eolie, dove il piccolo ospedale non ha neanche un cardiologo h24 (è presente soltanto al mattino, in ambulatorio) e l'ortopedico che viene sull'isola soltanto una volta a settimana? O l'urologo due volte in sette giorni? Cosa significa riqualificazione quando l'assistenza primaria il alcune zone svantaggiate  non è garantita per oltre diecimila abitanti delle isole che d'estate superano con i turisti le 100mila presenze? E così il diritto alla salute diventa un optional, a seconda se ci si senta male al mattino oppure solo nel giorno di visite dell'ortopedico?

Le carenze del piccolo ospedale sono ormai note a tutte, ma sembra che nessuno riesca a risolvere un annoso problema di presenze di operatori medici che, seppure vincano il concorso, poi al momento di firmare il contratto si tirano indietro. Eppure il governo regionale, ma anche quello nazionale devono assolutamente risolvere un annoso caso che sta diventando il paradosso delle aree svantaggiate della penisola. E il caso ospedale, con le sue carenze diventa un nonnulla se paragonato con l'assistenza praticamente inesistente nelle altre isole, Stromboli, Filicudi, Alicudi.... L'argomento sarà trattato e approfondito sicuramente lunedì prossimo in un incontro a Lipari sol sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. 

Il sindaco dell'Arcipelago, Marco Giorgianni che proprio in questi giorni sta per sciogliere il caso del nuovo assessore alla Salute, dopo le dimissioni del precedente, Tiziana De Luca, spiega di aver già da tempo sottoposto la questione ai governi nazionale e  regionale che sembrano non sentirci ....

- Sindaco, lei è la massima carica sanitaria delle isole. Come mai i problemi di carenza di medici e infermieri non vengono mai superati. Cosa c'è sotto?

«Intanto va chiarito che io sono la massima autorità sanitaria, ma non ho le attività funzionali per potere intervenire...».

- Ma lei può segnalare oltre che alla regione al ministero la crisi del vostro ospedale..

«Lo abbiamo fatto notare più volte con documenti dettagliati. Ora le motivazioni delle persone che protestano io le condivido completamente. Condivido meno l'identificazione delle soluzioni».

- In che senso?

«C'è una mancanza di giusta valutazione del territorio da parte della Regione . Noi siamo area svantaggiata.  Dobbiamo essere riconosciuti in quanto tale. Ora l'assessorato  non può porre  termini di paragone con altre aree dell'isola. Quando dall'assessorato dicono che noi abbiamo problemi che sono comuni ad altri ospedali periferici, soprattutto per il reperimento delle figure professionali necessare ad assicurare l'assistenza, dice giusto.  E' assolutamente vero. Però questa scusa non può essere utilizzata come alibi perché questa è una condizione di emergenza  che si verifica su un territorio dove l'alternativa per spostarsi in un altro ospedale non c'è se non con l'elicottero. Quindi la Regione ha delle mancanze che riguardano la capacità di trovare una soluzione».

- Un ospedale che non ha un cardiologo h24 rischia di essere un boomerang. E se non si dovesse avere la garanzia dell'elicottero il paziente cardiopatico da chi viene assistito?

«E' proprio questo il problema. Ma il rischio di una mancata assistenza sanitaria sul territorio che amministro è molto più diffuso della carenza di alcuni medici...».

- Si spieghi meglio....

«Il problema non è soltanto per il nostro ospedale, ma anche per l'assistenza nelle altre isole minori che hanno un accesso  alla salute molto precario che si riferisce soltanto alle guardie mediche in cui in questo momento in tutte le isole non hanno un solo medico abilitato alle emergenze-urgenze. Quindi nelle altre isole l'assistenza sanitaria è ancora peggio di quella di Lipari. Non ci sono medici che salvano la vita e non ci sono neanche le ambulanze con gli operatori previsti dalla normativa. Le ambulanze vengono guidate da  volontari senza alcuna preparazione medica e infermieristica. Questa è la situazione che viviamo. Ora che fa l'Asp? Fa i bandi di concorso che però vanno deserti. E quindi dov'è il problema? Proprio nei bandi perché evidentemente i requisiti di quei bandi non sono sufficienti a rendere appetibile il trasferimento a Lipari degli operatori».

- E allora cosa si fa?

«Bisogna prevedere una modifica alla normativa esistente. Bisogna prevedere incentivi e avanzamento di carriera per i medici che si dicono favorevoli a un loro trasferimento nelle isole minori. Altrimenti non ne usciremo. C'è una legge sulle isole minori che è giacente al Senato da 4 anni. Ma di cosa dobbiamo parlare? Noi tutte queste eccezioni le abbiamo proposte e sostenute. Se non si trova una copertura normativa continueremo a parlare del nulla e la gente continuerà a protestare».

-  A questo punto Lipari rischia ulteriori marce indietro?

«Bisogna prevedere un sostegno ai medici. La norma deve prevedere un incentivo per i medici e poi un punteggio che deve prevedere anche un incentivo alla carriera per aver operato in zone svantaggiate. Sino a quando non faranno una norma ad hoc i bandi continueranno ad andare deserti...»

- il direttore generale Dino Alagna ha detto recentemente in una nostra intervista che a dicembre potrebbero arrivare nuovi medici e anche anestesisti. Lei ci crede?

«Assolutamente no. Non credo che entro il mese avremo novità positive».

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