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Messina

Stromboli, la Regione dichiara lo stato di crisi: ora la richiesta per lo stato d'emergenza

La richiesta era stata sollecitata anche dal sindaco di Lipari, assieme alla sospensione dei termini degli obblighi fiscali e tributari per i residenti a causa dei notevoli danni subiti

Di Redazione

La giunta della Regione siciliana, su proposta del presidente Nello Musumeci, ha dichiarato lo stato di crisi per l’isola di Stromboli e avanzato la richiesta al Governo nazionale di proclamare lo stato di emergenza nazionale. La richiesta era stata sollecitata anche dal sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, assieme alla sospensione dei termini degli obblighi fiscali e tributari per i residenti a causa dei notevoli danni subiti dall’economia locale dopo il violento nubifragio che ha devastato l’isola delle Eolie.

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«Esprimo il mio ringraziamento al presidente Musumeci e alla sua giunta - ha affermato il sindaco Gullo - per aver provveduto a dichiarare lo stato di crisi per l’isola di Stromboli e per la richiesta dello stato di emergenza nazionale. Auspico ora, che in tempi brevi, il Consiglio dei Ministri deliberi sullo stato di emergenza per poter affrontare in maniera concreta ed efficace l’opera di risanamento in atto, gli interventi di protezione e di ricostruzione necessari e provvedere al ristoro dei danni subiti dai privati».

Ieri Musumeci nel giorno di Ferragosto aveva compiuto un sopralluogo a Stromboli, sui luoghi colpiti dal nubifragio dei giorni scorsi. Con lui il capo nazionale del Dipartimento della Protezione Civile e quello regionale, il sindaco e le forze dell’ordine. «Si lavora incessantemente per ripristinare la viabilità interna e non pregiudicare la stagione turistica» aveva scritto su Facebook il presidente della Regione Siciliana.

E la misura dello stato di crisi è stata adottata questa mattina, all’indomani del sopralluogo. Durante la visita sui luoghi investiti dalla massa di acqua discesa dalla montagna, secondo il presidente della Regione «è stata rilevata una situazione complessa e difficile, con decine di abitazioni sommerse da fango e detriti, circa cinquanta quelle seriamente danneggiate».

«Per evitare il ripetersi di simili fenomeni a causa di piogge eccezionali e della mancanza del tratto finale dei torrenti, in alcuni casi cancellati dall’uomo nel corso dei decenni», la Giunta regionale ha deliberato anche l’istituzione di un apposito comitato tecnico per elaborare un piano articolato di previsione e di prevenzione. L’organismo sarà composto dai rappresentanti di tutte le strutture regionali competenti in materia e da professionalità esterne specializzate.

In base alla relazione della Protezione civile regionale, la spesa per i primi interventi di emergenza, compreso il ripristino della rete dell’Ingv per il monitoraggio del vulcano, è stata quantificata in 1,2 milioni di euro.

La stima provvisoria dei danni - seppure sia ancora in corso la ricognizione da parte dei funzionari del Comune di Lipari - ammonta a un milione di euro per quelli subiti dai privati (case danneggiate, arredi, impianti, veicoli) e altrettanto per la perdita di fatturato delle imprese turistiche. Quantificati in 5 milioni di euro, inoltre, gli interventi di riparazione urgente dei danni strutturali, tra ripristino della viabilità, mitigazione del rischio idraulico con interventi di ingegneria naturalistica su alcuni corsi d’acqua e sistemazione di alcuni tratti del versante dell’isola a maggiore rischio. Per altri interventi, subordinati a studi e approfondimenti tecnico-scientifici sul rischio idrogeologico da parte del comitato appena istituito, è stata stimata una spesa di 10 milioni di euro. 

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