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Messina

Sull'isola di Vulcano monta la rabbia per l'emergenza infinita: domenica manifestazione sull'isola

La proroga della stato emergenziale ha fatto alzare un coro di protesta che vede abitanti e imprenditori sempre più preoccupati

Di Redazione

Il 21 dicembre scorso è stato prorogato dal Consiglio dei ministri per altri 6 mesi lo stato di emergenza per le elevate concentrazioni in aria dei gas vulcanici sull'isola di Vulcano, alle Eolie. A un mese da quella decisione, la popolazione dell’isola di Vulcano ha deciso di esprimere il proprio dissenso su vari interrogativi inerenti la situazione emergenziale con una manifestazione pacifica sull'isola programmata per domenica 22 gennaio 2023.

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La proroga dello stato d’emergenza ha fatto alzare un coro che vede abitanti, imprenditori, e l’associazione “La Fucina di Efesto”, esprimere amarezza, rabbia e accuse di incoerenza per la gestione dell’emergenza da parte del Comitato per il Coordinamento delle Misure di Tutela della Salute e dell’Incolumità Pubblica. Gli interrogativi sono tanti, a  partire dal non coinvolgimento dei cittadini nella redazione del piano emergenziale, nonostante sia dettato dal Codice di Protezione Civile, Proptezione civile che oggi la popolazione sente distante. Viene contestata anche l'inclusione dei “Gas Hazard” nei fattori di rischio che i cittadini hanno visto come una strategia probabilmente messa in atto per poter dar vita alla situazione emergenziale. 

Altri interrogativi riguardano i fondi stanziati dal Ministero degli Interni in supporto alla popolazione e mai percepiti o i lavori pubblici mai conclusi. Nella fattispecie si fa riferimento a: rimborsi conseguenti lo “sfratto notturno” di cittadini domiciliati presso abitazioni nella zona portuale, nonché la non realizzazione della strada per la frazione Vulcano Piano e la messa in sicurezza di pontili di emergenza con annesse nuove strumentazioni per il monitoraggio dell’isola. Un ulteriore dilemma affonda nella situazione nominata dai vertici “emergenziale”, visto e considerato che nella stagione estiva 2022 nessuna persona ha riportato malori fra gli innumerevoli visitatori che, ignari o noncuranti delle ordinanze in essere, si recavano nelle zone interdette. Dunque, se il turismo in Italia ricopre circa il 6,4% del PIL, e l’isola di Vulcano è ritenuta patrimonio dell’UNESCO e destinazione turistica per la presenza del Gran Cratere, di terme naturali e di tante altre risorse naturalistiche che vanno a costituire l’immagine, elemento essenziale per la formazione dell’offerta turistica, come si può pensare ad un incremento di flussi turistici se chi dovrebbe tutelare, sponsorizzare, supportare e creare situazioni alternative è in grado soltanto di mostrare disinteresse o disporre chiusure?

Affinché venga preservato questo territorio dal punto di vista naturalistico, sociale ed economico la popolazione ha deciso di indire la manifestazione pacifica che si terrà domenica dalle ore 10,30 partendo dal Porto di Levante. All'ordine del giorno: la rendicontazione dei fondi stanziati per il 2022; la trasparenza su come verranno spesi i fondi stanziati per il 2023; il mantenimento delle promesse inerenti alla messa in sicurezza dell’isola; l'apertura in sicurezza del sentiero alternativo per il cratere; i ristori per danni diretti e collaterali alla popolazione e agli esercenti; la compensazione per i danni economici e d’immagine arrecati.

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