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«Pressioni per cedere le quote del Acr Messina», la Procura apre un'inchiesta per truffa e minacce

Fascillo ancora senza indagati, i pm vogliono vederci chiaro sul passaggio di quote

26 Aprile 2025, 17:47

LITE IN SALA PARTO: LEGALE INDAGATO, MEDICO GIA' SEGNALATO

L'esterno del palazzo di Giustizia di Messina, palazzo Piacentini ( TRIBUNALE DI MESSINA ). "Abbiamo presentato una relazione al magistrato dove si evidenzia che già 3 anni prima alcuni medici avevano presentato una nota alla direzione sanitaria del Policlinico nei confronti del dott. Antonio De Vivo, nella quale si chiedevano dei provvedimenti nei suoi confronti per comportamenti analoghi alla vicenda che si è verificato di recente". FRANCESCO SAYA/ANSA

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La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta sulla vicenda dell’Acr Messina e sui vari passaggi societari ed economici che si sono susseguiti negli ultimi mesi. Allo stato si tratta di un fascicolo iscritto a modello 44 bis, ovvero contro ignoti, e l’ipotesi di reato è truffa e minacce.

Lo ha scritto il sito della Gazzetta del Sud rivelando che sono già state effettuate alcune audizioni di «persone informate sui fatti», e che sono stati ascoltati dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dal sostituto Fabrizio Monaco, il presidente inibito della società Stefano Alaimo e il segretario Alessandro Failla. Il 28 aprile è prevista l’audizione dell’ex presidente, oggi azionista di minoranza della società, Pietro Sciotto.

L’inchiesta riguarda la cessione dell’80% delle quote del Messina, che milita nel campionato di calcio di Serie C, avvenuta all’inizio di gennaio, tra l’ex presidente Pietro Sciotto e Aad Invest group. Il fascicolo è aperto è al momento contro ignoti mentre le ipotesi di reato sono quelle di truffa e minacce.

Nei giorni scorsi sono già state sentite in procura, come persone informate sui fatti, il presidente Stefano Alaimo, l’ex allenatore Simone Banchieri che si è trattenuto qualche giorno in più in città dopo l’esonero della settimana scorsa e il segretario Alessandro Failla. Lunedì toccherà all’ex proprietario del club Pietro Sciotto che ha già depositato alla Digos un esposto sulle pressioni che avrebbe ricevuto per cedere la società.