Coronavirus, a Londra documento segreto svela quando dovrebbe finire l’epidemia

Di Redazione / 15 Marzo 2020

LONDRA – L’epidemia di coronavirus è destinata nelle previsioni a durare per un anno, fino alla primavera del 2021. Lo si legge in un documento segreto redatto dal Public Health England per i responsabili del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs) svelato dal Guardian. In questo arco di tempo, per quel che riguarda il Regno Unito, gli esperti che hanno firmato il rapporto, affermano di aspettarsi un 80% della popolazione contagiata e un totale di 7,9 milioni persone costrette man mano al ricovero negli ospedali. Il professore Chris Whitty, chief medical officer britannico e consigliere di riferimento del governo del premier Boris Johnson, ha ripetutamente evocato una battaglia di lunga durata sull’emergenza coronavirus, nel Regno e in tutto il mondo, ma senza per ora indicate pubblicamente scadenze. Mentre ha parlato di un 80% di cittadini infettati sull’isola come dello «scenario peggiore» possibile allo stato e di confidare alla fine in un quota di contagi meno elevata grazie all’adozione di misure graduali per contenere, frenare e mitigare la pandemia.


Il documento riservato fatto trapelare al Guardian sembra invece indicare l’aspettativa limite come un epilogo realistico. E invita i medici dell’Nhs a prepararsi concretamente alla prospettiva che «il 15% dei contagiati (ossia 7,9 milioni di persone) possa aver bisogno del ricovero in ospedale» nel Paese nel corso dei prossimi 12 mesi. Il testo arriva nelle ore in cui Matt Hancock, ministro della Sanità del governo Johnson (accusato da più parti d’aver seguito finora una strategia attendista e avventata), ha confermato l’intenzione di far scattare entro poco più d’un mese – nell’ambito di un pacchetto legislativo d’emergenza da varare la settimana entrante – una quarantena generalizzata fino a 4 mesi in casa per tutti gli ultrasettantenni del Paese. E mentre s’ipotizza nel giro di uno o due settimane lo stop a tutti gli eventi pubblici con più di 500 persone anche oltre Manica, chiusure di pub e ristoranti, il rientro in servizio di medici e infermieri in pensione, la requisizione governativa di hotel vuoti per scopi ospedalieri, la riconversione industriale – incluso d’impianti automobilistici, come discusso oggi dal primo ministro con alcuni dirigenti d’azienda – per l’aumento della produzione di ventilatori e attrezzature mediche. 

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