Gb: marcia indietro richiesta liste lavoratori stranieri
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La ministro dell'Interno britannico, Amber Rudd, ha fatto oggi retromarcia sulla proposta avanzata ieri al congresso conservatore a Birmingham di imporre alle aziende del Regno di rendere noti i numeri dei lavoratori stranieri assunti. L'obiettivo era quello di assicurare che questi coprissero solo posti vacanti e non togliessero opportunità di occupazione ai sudditi di sua maestà. Rudd ha dapprima precisato che lei non ha mai fatto riferimento a liste nominative, come aveva lasciato intendere oggi il Times in prima pagina, precisando che però "ci deve essere un dibattito su quali competenze vogliamo avere nel Regno Unito". L'iniziativa abbozzata ieri aveva scatenato una reazione molto negativa delle aziende, che vedevano nella proposta un grosso limite alla loro capacità di assunzione. A storcere il naso sono stati anche diversi esperti legali, secondo cui misure del genere andrebbero contro la normativa anti-discriminazione britannica. May, Brexit è stata rivoluzione silenziosa di chi lavora - La Brexit e' stata "una rivoluzione silenziosa", le cui "radici affondano" nei "sacrifici" della working class a cui il governo britannico vuol dare risposte. Cosi' Theresa May chiudendo il congresso Tory di Bormingham. "Non sono stati i benestanti a pagare i sacrifici piu' grandi della crisi finanziaria, ma le famiglie ordinarie della classe lavoratrice", ha ammesso May, denunciando le perdite di posti di lavoro causate da "un'immigrazione a bassa qualificazione"