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I palestinesi tornano a piedi nel Nord di Gaza. Hamas consegna la lista degli ostaggi: vivi 25 su 33

27 Gennaio 2025, 14:31

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Più di 200.000 sfollati sono tornati a piedi nel nord di Gaza nelle due ore successive all’apertura del valico. I posti di blocco per le auto sono stati aperti alle 09:00 ora locale, due ore dopo la riapertura degli attraversamenti pedonali, ma l’Afp segnala ritardi per i veicoli. Il governo di Gaza ha impiegato «più di 5.500» persone per "agevolare il ritorno degli sfollati» a Gaza City e nel nord. Secondo le stime del governo, la popolazione di Gaza City e del nord avrà bisogno di 135.000 tende e roulotte per tornare
alle proprie case distrutte.

«Molti di noi si stanno muovendo per tornare al Nord - ha raccontato Mohammed Almajdalawi, 47 anni, sfollato durante la guerra a Sud di Gaza nel campo di Deir al-Balah - , ma chi è arrivato ci dice che manca l’acqua, l'elettricità, il cibo, le medicine. Ci raccontano che le strade non esistono più e quindi mancano i punti di riferimento. E' difficile anche costruire una tenda provvisoria. Le case sono state distrutte e chi è andato per cercare i propri familiari sepolti dalle macerie non li ha trovati: i resti sono stati divorati dai cani. E’ come essere in trappola anche perché dal Nord, prima di una settimana, non si può tornare al Sud. Ma abbiamo bisogno di tornare».

Intanti Hamas ha consegnato a Israele una lista da cui risulta che 25 ostaggi sono ancora in vita dei 33 che dovrebbero essere rilasciati nella prima fase dell’accordo per la tregua: lo ha affermato un funzionario di Hamas, come riporta Sky News. L’elenco sembra corrispondere al numero di ostaggi sopravvissuti inizialmente stimato da Israele