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Italoamericano (di origini anche siciliane) ucciso in una rissa a New York

Di Redazione |

A neanche due mesi dal brutale omicidio del ricercatore piemontese Davide Giri, un altro giovane di origini italiane è rimasto vittima dell’ennesimo episodio di violenza a New York dove negli ultimi due anni i crimini sono aumentati in modo spaventoso. Anthony D’Onofrio, 22 anni, è stato ucciso a coltellate fuori da un ristorante messicano sulla Third Avenue. 

Nato a Brooklyn da madre siciliana e padre della provincia di Latina, per guadagnarsi da vivere guidava le iconiche carrozze di New York, portando i turisti su e giù per Central Park. Ma il suo vero sogno era diventare pilota di aerei. Dalla sua pagina Facebook si intuisce il forte legame con l’Italia e la passione per i suoi piatti tipici. «Castelforte sta vivendo con profondo dolore e partecipazione emotiva la prematura scomparsa di Anthony. Una giovane vita è stata troncata improvvisamente. A noi resta il dolore e l’impegno di vivere affinché certe tragedie non si ripetano mai più. Nessuna vita può finire in questo modo. Alla famiglia giunga il pensiero e la vicinanza dell’intera amministrazione comunale e di tutti i concittadini», ha scritto su Facebook il sindaco della città, Angelo Felice Pompeo, dove Anthony era stato qualche anno fa per fare visita ad alcuni parenti. 

Stando alle prime ricostruzioni della polizia, il giovane italoamericano è stato aggredito durante una rissa attorno alle 4 del mattino fuori dal ristorante Catrinas Mexican Grill. E' poi morto all’ospedale Langone di Brooklyn, dove era stato portato d’urgenza. Per l’omicidio è stato fermato il 19enne Kevin Cuatlacuatl, colpevole anche di aver ferito alla testa un altro giovane di 22 anni che non è in gravi condizioni. 

Nell’ultimo periodo violenza e criminalità stanno dilagando a New York che, secondo molti osservatori, è tornata ai livelli di 30 anni fa, prima della stretta di Rudolph Giuliani e dell’11 settembre. Sono le strade di Brooklyn, dove è stato accoltellato Anthony, il principale campo di battaglia ma c'è un aumento dei crimini anche a Manhattan. L’anno scorso ci sono stati oltre 500 tra morti e feriti, mai così tanti in dieci anni. La pandemia di Covid, di cui New York è stata a lungo l’epicentro negli Stati Uniti, ha contribuito non poco ad esacerbare la situazione. Le serrande di negozi e ristoranti abbassate, i teatri e i cinema chiusi, gli uffici vuoti, l’assenza di turisti e le vie deserte hanno reso la metropoli molto più pericolosa. 

Proprio nei prossimi giorni il presidente Joe Biden ha in programma una visita a New York per incontrare il neo sindaco Eric Adams, che durante la campagna elettorale aveva promesso tolleranza zero contro la violenza, per discutere la strategia dell’amministrazione contro il crimine. Il piano di Biden prevede finanziamenti record a città e stati per mettere più poliziotti nelle strade e investire in programmi di prevenzione della violenza nelle comunità.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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