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L’ex aiutante di Bolsonaro, ‘mi hanno forzato a collaborare’

Cid: 'La polizia non vuole la verità, ha la sua versione pronta'

Di Redazione |

RIO DE JANEIRO, 22 MAR – Il tenente colonnello Mauro Cid, ex aiutante di campo di Jair Bolsonaro e ora collaboratore di giustizia, ha affermato di aver subito “pressioni” da parte della polizia federale, che ha accusato di avere una “narrazione pronta” sulle indagini in corso contro l’ex presidente brasiliano. “Hanno già la loro versione pronta. Non volevano sapere la verità, volevano che confermassi il loro racconto”, afferma Cid in alcuni audio rivelati dal settimanale Veja, “Adesso sono loro la legge”, accusa il militare. “Ogni volta mi dicevano: ‘Oh, la tua collaborazione è molto buona’. E poi: ‘Verrai incriminato per nove tentativi di falsificazione di vaccino, oltre che per associazione a delinquere e altri reati. Solo per questo scherzetto sono 30 anni (di carcere) per te'”, riferisce Cid. L’ex collaboratore di Bolsonaro ha inoltre criticato il giudice della Corte suprema, Alexandre de Moraes, relatore del caso. “La legge è finita da tempo (in Brasile). Sono loro la legge, Alexandre Moraes è la legge. Arresta quando vuole, come vuole, con il pubblico ministero, senza pubblico ministero, con accusa, senza accusa”, dice Cid in altri passaggi degli audio.

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