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Migranti: Sunak, i primi voli per il Ruanda in ’10-12 settimane’

Premier Gb, 'niente se o ma, corti straniere non ci fermeranno'

Di Redazione |

LONDRA, 22 APR – “Non ci sono se e non ci sono ma”, il controverso piano Ruanda messo in cantiere dal governo conservatore britannico per trasferire a scopo dissuasivo nel Paese africano quote di richiedenti asilo giunti illegalmente nel Regno Unito, sarà attuato “succeda quel che succeda”. Lo ha affermato oggi il premier Rishi Sunak, rispondendo ai giornalisti sulla questione a Downing Street, dopo un intervento televisivo al Paese, assicurando che i primi voli decolleranno “entro 10-12 settimane” al più tardi. Gli aerei “sono pronti”, l’organizzazione è predisposta, ha proseguito il primo ministro Tory, replicando alle critiche delle opposizioni e a quelle di organismi internazionali e attivisti dei diritti umani. “Nessun tribunale internazionale ci fermerà”, ha poi insistito, riferendosi a eventuali ricorsi dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo come alternativa al draconiano giro di vite previsto dalla stessa normativa alle possibilità di appello di fronte alla giustizia nazionale britannica. Sunak – parlando da un podio su cui compariva lo slogan ‘Fermare le barche’, in riferimento al flusso di migranti “clandestini” portati attraverso la Manica da scafisti di vari Paesi – non ha quindi mancato di denunciare come “trucchetti” i tentativi di ostruzionismo imputati alla Camera non elettiva dei Lord per iniziativa di parlamentari laburisti, confermando la determinazione del governo di far prevalere la maggioranza politica ai Comuni tramite una sessione fiume di entrambe le Camere destinata a far giungere a conclusione l’iter nelle prossime ore. Ha inoltre evocato negoziati “con la Francia” (Paese di partenza dei viaggi finali degli scafisti diretti in Inghilterra) e “con il Vietnam” (Paese di raccolta di molti migranti asiatici) per “restringere i margini” di manovra dei “trafficanti di esseri umani” e minimizzare tutti “i cavilli” disponibili. “La mia pazienza è al limite, come quella dei britannici”, ha infine avvertito, senza però rispondere alla domanda su quanti richiedenti asilo il governo prevede concretamente d’inviare in Ruanda.

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