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A Kiev i premier polacco, ceco e sloveno. L'Onu: "Tre milioni di rifugiati". Kiev sotto le bombe, prolungato il coprifuoco

Oggi riprendono i colloqui tra le delegazioni di Russia e Ucraina

Di Redazione

Oggi riprendono i colloqui tra le delegazioni di Mosca e Kiev. I premier di Polonia, Mateusz Morawiecki, Repubblica Ceca e Slovenia, Janez Jansa, si recheranno oggi a Kiev per incontrare il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.    II lavoro delle delegazioni russa e ucraina continua e questo «è un fatto positivo». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass, sottolineando di non poter però prevederne l’esito dei negoziati in corso tra le due delegazioni: «Aspettiamo di vedere risultati tangibili», ha aggiunto. Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan, dopo un incontro con il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi Luigi Mattiolo, ha avuto stamane un breve colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi.

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 Il Consiglio Ue ha adottato il quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia: vietate tutte le transazioni con alcune imprese statali, previste restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie per l’industria della difesa, per la sicurezza e per l'industria energetica. Stop all’export di beni di lusso. Confermata l’ipotesi di azioni per sospendere la Russia come 'nazione favorite' nel Wto, l’organizzazione mondiale del commercio. Lo annuncia una nota. Il bando all’importazione di acciaio spiega la Commissione vale 3,3 miliardi di ricavi persi per la Russia. Il bando sui rating farà perdere ulteriore accesso ai mercati finanziari Ue.  «Mentre la guerra del presidente Putin contro il popolo ucraino continua, così la nostra determinazione a sostenere l'Ucraina e paralizzare il finanziamento delle macchine da guerra del Cremlino. Questo quarto pacchetto di sanzioni è un altro duro colpo per la base economica e logistica su cui la Russia si basa per portare avanti l’invasione dell’Ucraina. Lo scopo delle sanzioni è che il Presidente Putin fermi questa guerra disumana e insensata». Lo dichiara l’alto rappresentante Ue per gli affari esteri Josep Borrell nel comunicato in cui il Consiglio Ue annuncia il via libera al quarto pacchetto di sanzioni. 

 

 

Kiev imporrà da questa sera un coprifuoco di 36 ore. Lo annuncia il sindaco della capitale  ucraina. La capitale ucraina si trova ad affrontare un «momento difficile e pericoloso» dopo l’intensificarsi degli attacchi da parte dei russi. Lo ha spiegato il sindaco della capitale Vitali Klitschko su Telegram. «Oggi è un momento difficile e pericoloso», ha detto Klitschko, che è anche un ex campione del mondo dei pesi massimi. «E' per questo che chiedo a tutti gli abitanti di Kiev di prepararsi a restare a casa per due giorni, o se scattano le sirene, nei rifugi». Il coprifuoco è previsto dalle 20 ora locale (le 19 in Italia) di oggi fino alle 7 di giovedì (le 6 in Italia) ed è stato una "decisione del comando militare», ha precisato il sindaco. "Muoversi nella città senza permessi è vietato. E’ permesso andare fuori solo per raggiungere i rifugi», ha aggiunto. Almeno due persone sono morte dopo che un edificio residenziale di Kiev è stato colpito in un attacco. I servizi di emergenza ucraini spiegano su Facebook che l’esplosione ha colpito un edificio di 15 piani nel quartiere di Sviatochine, nella parte occidentale della capitale, causando un grande incendio. L'esplosione ha fatto scoppiare tutti i vetri dell’immobile e di quelli vicini. Danneggiati anche la facciata e gli uffici di una stazione centrale della metropolitana della capitale ucraina, la stazione di Lukyanivska. Lo riporta la Bbc citando la società che gestisce il servizio, che su Twitter pubblica le immagini della stazione danneggiata, che è stata chiusa. 

 

 

Circa 350.000 persone sono ancora intrappolate a Mariupol, la città nel sud-est dell’Ucraina che è 
stata assediata dalle truppe russe. Lo riporta la Cnn riportando le affermazioni di un funzionario locale. "Considerando che ci sono 540.000 residenti e circa 150.000 persone evacuate nei primi tre giorni quando era ancora sicuro farlo, stimiamo che circa 350.000 persone siano bloccate a Mariupol», ha detto Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol alla televisione ucraina.

 Le forze armate russe hanno preso il controllo dell’intero territorio della regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale. Lo riferisce il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, citato dalle agenzie russe. Almeno 4 persone sono rimaste uccise durante i bombardamenti russi nella città ucraina di Rubezhnoye, nella regione del Lugansk, che hanno colpito e distrutto un collegio per non vedenti, un ospedale cittadino, tre scuole e altre strutture militari. Lo riferisce il Kiev Indipendent. 

Oltre 3 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina verso gli stati vicini dall’aggressione russa, il 24 febbraio. Lo ha riferito oggi a Ginevra l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). 
I dati, aggiornati al 14 marzo e riferiti su un’apposita pagina del sito dell’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), indicano che oltre la stragrande maggioranza delle persone in fuga è giunta in Polonia (quasi 1,8 milioni di profughi), seguita dalla Romania (olre 422.000) e dalla Moldavia (quasi 340.000). 


 Il portavoce presidenziale del Cremlino, Dmitry Peskov, «ha negato ieri che la Russia abbia chiesto alla Cina di fornire assistenza militare. Gli Usa creano e diffondono di tanto in tanto informazioni false». E’ il commento del portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, su quanto riferito da funzionari Usa alla Nato ed alleati asiatici che «la Cina ha espresso la propria volontà di aiutare la Russia». In tal modo, "non faranno altro che screditare ulteriormente l’America nel mondo», ha aggiunto Zhao.  Il ministro degli Esteri Wang Yi ha chiarito che la Cina non vuole essere il bersaglio delle sanzioni economiche occidentali alla Russia, in base a quanto riferito dai media statali, mentre cresce la pressione per il ritiro del sostegno alla Russia malgrado l’invasione dell’Ucraina. «La Cina non è parte della crisi, tanto meno vuole essere colpita dalle sanzioni», ha affermato Wang, nel resoconto della telefonata avuta con il suo omologo spagnolo Jose Manuel Albares. 
 

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