Notizie locali
Pubblicità

Mondo

Biden chiude i porti Usa alle navi russe e fornisce altri 800 mln di dollari di aiuti militari

Le disposizioni che saranno adottate a breve dal presidente americano in risposta alla Russia che continua la sua azione di conflitto in Ucraina

Di Redazione

Bombardamenti e morti, stragi di civili e fosse comuni. La guerra in Ucraina continua a mostrare gli effetti, sempre più devastanti, dell’invasione russa. Così come prosegue lo scambio di conferme e smentite, ma anche accuse reciproche tra Kiev e Mosca. Di certo ci sono le vittime, la maggior parte civili. E l’Occidente reagisce aumerntando gli aiuti finanziari e militari e Kiev e inasprendo le misure contro Mosca. E’ di oggi la decisione di Joe Biden, comunicata al premier ucraino Denys Shmyhal in visita a Washington, che gli Usa, a breve, vieteranno i porti americani alle navi russe o legate al governo di Mosca. Intanto negli obitori della regione di Kiev, secondo la testimonianza di un responsabile ucraino all’Afp si trovano i corpi di oltre mille civili. «1.020 corpi di civili, unicamente civili, sono (negli obitori) della regione di Kiev», ha detto la vice prima ministra Olga Stefanichyna parlando da Borodianka, a nord ovest di Kiev. Proprio nella città sono stati trovati altri nove cadaveri di civili, alcuni con «segni di tortura». La città di Kharkiv continua ad essere sotto intensi bombardamenti. Drammatica la situazione a Mariupol. Dove secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov i militari ucraini «hanno avuto e hanno ancora la possibilità di deporre le armi e lasciare la città attraverso i corridoi designati» commentando la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che le truppe russe catturate siano scambiate con la fornitura di un passaggio umanitario sicuro per i militari ucraini. «Questa possibilità esisteva anche prima che il presidente Zelensky facesse la sua dichiarazione», ha detto. 

Pubblicità

Diversa la versione del presidente del Paese dei girasoli secondo il quale a Mosca è stato offerto uno scambio di prigionieri russi e di inviare alti funzionari a Mariupol per negoziare l’evacuazione di quasi 1.000 civili e 500 soldati feriti, ma «finora» la Russia ha respinto la proposta. La zona, ha detto però il ministro della Difesa della Russia Sergej Shoigu, annunciando che Mosca ha preso 'il controllo di Mariupol' è stata minata dagli ucraini che hanno piazzato ordigni nelle principali infrastrutture e nelle imbarcazioni straniere nel porto. Resta però, stando alle testimonianze, ancora in piedi l'ultima linea di resistenza, con circa duemila soldati ucraini asserragliati nell’acciaieria Azovstal. Putin però ha annullato l'assalto dell’area ed promesso di risparmiare la vita agli assediati che si arrenderanno. La procura generale ucraina annuncia indagini su 7.661 presunti crimini di guerra commessi dalle truppe russe, incluse 548 contro bambini. E una fossa comune ampia più di 30 metri è stata segnalata a Mangush, alle porte di Mariupol, scavata dai soldati russi che avrebbero portato sul posto «con i camion» numerosi cadaveri dei residenti raccolti in diverse parti della città, come riferisce il sindaco Vadim Boychenko. Furiosi bombardamenti sono segnalati su Kharkiv, dove sono presenti ancora un milione di persone. Bombe anche su Mykolayiv. Il governatore della regione orientale di Luhansk, Serhiy Gaidai, ha affermato invece che le forze russe controllano l’80% del territorio dell’Oblast. 

La Lettonia intanto ha riconosciuto le azioni della Russia in Ucraina come genocidio, ha dichiarato su Twitter il ministro degli Esteri lettone Edgars Rink. Sempre oggi anche l'Estonia aveva riconosciuto ufficialmente le azioni della Russia in Ucraina come genocidio. Mentre il Regno Unito ha esteso a 4 ufficiali delle forze armate russe, a un vicedirettore dei servizi segreti interni di Mosca (Fsb) e a 18 tra individui e aziende del complesso industrial-militare che fa capo al Paese di Vladimir Putin (inclusa l’azienda che produce i Kalashnikov) la lista dei sanzionati in risposta all’invasione dell’Ucraina. Lo rende noto il governo di Boris Johnson attraverso una nota del Foreign Office in cui si precisa che fra gli ufficiali c'è il tenente colonnello Azatbek Omurbekov, indicato da alcune fonti occidentali come il comandante del reparto accusato del cosiddetto «massacro di Bucha», presso Kiev. 

Si rafforza intanto il capitolo degli aiuti finanziari e militari all’Ucraina. Il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti finanziari per 500 milioni di dollari. La Lituania ha annunciato la consegna di mortai pesanti e la Germania avrebbe avviato quello che viene definito uno «scambio circolare» di armi pesanti verso l'Ucraina: la Slovacchia sta per mandare un’ampia spedizione dei suoi carri armati da combattimento T-72 alle forze di Kiev e, a quel punto, Berlino manderà in cambio in Slovacchia veicoli corazzati da combattimento. I ministri I ministri delle finanze del G7 hanno annunciato un impegno, con la comunità internazionale, di un ulteriore sostegno da più di 24 miliardi di dollari per il 2022 e oltre. Si aggiorna il bilancio dei profughi. Le Nazioni Unite stimano che gli sfollati interni in Ucraina a causa della guerra siano oltre 7,7 milioni, fuggiti dalle loro case e rimasti all’interno del Paese. Il premier spagnolo Sanchez e quello danese Frederiksen sono arrivati a Kiev, dove incontreranno il capo di stato ucraino. E dalla Santa Sede un nuovo appello del Papa per una tregua durante la Pasqua ortodossa, chiesta anche dal segretario generale dell’Onu Guterres. 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: