Notizie locali
Pubblicità

Mondo

Dilagano nel mondo le proteste contro le restrizioni Covid: dopo il Canada, caos anche in Nuova Zelanda

Di Redazione

All’undicesimo giorno di proteste contro le misure anti-Covid, la città canadese di Ottawa è in preda al caos e il sindaco ha dichiarato lo stato d’emergenza. La situazione è «fuori controllo», secondo il primo cittadino, che ha convocato un consiglio straordinario della giunta e chiesto al premier Justin Trudeau di nominare un «moderatore" per gestire la crisi. Mentre i cittadini, stremati da giorni di occupazione delle strade e paralisi dei trasporti, hanno lanciato una class-action milionaria contro i manifestanti. 

Pubblicità

Tutto è cominciato il 29 gennaio con la protesta "Freedom convoy" dei camionisti canadesi irritati dall’imposizione dell’obbligo di vaccino se si attraversa la frontiera con gli Usa. Nelle ultime ore la situazione si è aggravata con i dimostranti che hanno acceso falò, bloccato le strade sventolando bandiere canadesi e urlando slogan contro il governo. Chiedono innanzitutto che sia eliminato l’obbligo vaccinale ma anche un allentamento più generale delle restrizioni anti-coronavirus. Nei giorni scorsi ci sono stati dei picchi di tensione quando alcuni manifestanti hanno esibito bandiere confederate e simboli nazisti, scontrandosi con i residenti che sono esasperati dal rumore incessante dei clacson e i fumi di diesel dai camion. «La situazione ora è completamente fuori controllo perché sono i manifestanti a fare la legge», ha ammesso il sindaco di Ottawa Jim Watson. «Stiamo perdendo la battaglia. Dobbiamo riprenderci la nostra città», ha aggiunto, giudicando «inaccettabile» il comportamento dei dimostranti. 

Intanto oggi un corteo di camion e camper ha bloccato le strade intorno al parlamento della Nuova Zelanda a Wellington per protestare contro le misure sanitarie e la vaccinazione, una iniziativa ispirata a quella che sta paralizzando la capitale del Canada. 

Centinaia di veicoli, coperti da scritte come «ridateci la nostra libertà» e «la coercizione non è consenso», sostano nelle strade vicino al Parlamento. Altre centinaia hanno attraversato il centro della città suonando i clacson mentre oltre un migliaio di persone hanno assistito a dei comizi. La protesta è rimasta pacifica e la polizia non ha segnalato arresti o incidenti gravi. 
 Il primo ministro Jacinda Ardern ha detto di non avere intenzione di ricevere i manifestanti, sottolineando che la maggioranza dei neozelandesi ha mostrato il proprio sostegno al programma di vaccinazione del governo. «Il 96% dei neozelandesi è stato vaccinato, il che ci permette di vivere oggi con meno restrizioni grazie alla protezione che ci ha dato», ha detto a Radio New Zealand.

 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA