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Gb: Sturgeon, vogliamo referendum Scozia nella legalità

'Noi diversi da Boris Johnson, che le le leggi le ha violate'

Di Redazione

LONDRA, 29 GIU - Nicola Sturgeon insiste sulla richiesta di un secondo referendum sulla secessione della Scozia dal Regno Unito, dopo aver rilanciato ieri la road map per un'ipotetica convocazione delle urne il 19 ottobre 2023, contestando il veto ribadito finora dal governo centrale britannico di Boris Johnson che - regole costituzionali alla mano - ha sulla carta l'ultima parola. Intervistata dai conduttori di Good Morning Britain, popolare talk show di Itv, la first minister del governo locale di Edimburgo e leader degli indipendentisti dello Scottish National Party (Snp), ha rivendicato le "differenze" del suo punto di vista rispetto a quello di Johnson sull'interpretazione di diverse "grandi questioni costituzionali". Ha quindi rovesciato le parole di BoJo sulla prospettiva di un bis referendario nell'attuale contesto internazionale e a meno di 10 anni dalla precedente consultazione perduta dal fronte separatista, sostenendo che proprio ora - dopo l'entrata in vigore definitiva della Brexit - "è il momento giusto di tornare a discutere dell'indipendenza", "un momento storico". Sturgeon ha comunque ribadito di non volere strappi e di mirare a un referendum, "legale, proclamandosi diversa dal premier Tory che a sua dire ha invece mostrato di essere pronto a "violare la legge" su temi come la proposta di modifica unilaterale del protocollo post Brexit sull'Irlanda del Nord firmato da lui stesso con l'Ue. Su un punto tuttavia la first minister scozzese si è detta "insolitamente d'accordo" con Johnson: ossia con le sue parole sulla necessità di una maggiore presenza femminile fra i leader internazionali; "magari anche al vertice del Regno Unito", ha ironizzato. Al riguardo Sturgeon ha notato come le donne "facciano pure errori" in politica, ma possano essere in grado di esprimere una "sensibilità" più spiccata. Mentre interpellata su Vladimir Putin, ha avallato apertamente i giudizi di BoJo, definendo il presidente russo "un criminale di guerra e un guerrafondaio nella cui personalità la mascolinità tossica (evocata da Johnson) credo anch'io giochi un ruolo molto grande"..

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