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Il discorso di Putin alla parata: «La Nato non ha voluto ascoltarci, intervento in Ucraina era necessario, ma evitare guerra globale»

Il presidente russo: «L'aggressione nelle nostre terre storiche della Crimea è stata una minaccia ai nostri confini, inammissibile per noi»

Di Redazione

«Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria. Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria». Ha aperto così il suo discorso alla parata per la Giornata della Vittoria il presidente russo 
Vladimir Putin.

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«La Russia è sempre stata favorevole alla creazione di un sistema indivisibile per la sicurezza, ma la Nato non ha voluto ascoltarci», ha spiegato Putin affermando che «l'aggressione nelle nostre terre storiche della Crimea è stata una minaccia ai nostri confini, inammissibile per noi. Il pericolo è cresciuto ogni giorno, il nostro è stato un atto preventivo, una decisione necessaria e assolutamente giusta». Secondo Putin con l’attacco all’Ucraina Mosca ha risposto ad «una minaccia diretta vicino ai confini russi», 
perché «una attacco era stato preparato, anche alla Crimea». 

«Mi rivolgo alle nostre forze armate e alle milizie del Donbass: voi combattete per la sicurezza, per la patria e per il futuro», affinché «non ci sia posto nel mondo per i criminali nazisti». ha detto ancora il presidente russo secondo il quale però «l'orrore di una guerra globale non si deve ripetere». 

La morte di ogni soldato e ufficiale è una «perdita irreparabile» e il governo russo farà di «tutto per aiutare le loro famiglie» ha infine rassicurato Putin che ha detto di aver firmato l'ordine di dare un’assistenza statale ai figli dei militari russi uccisi in Ucraina. 

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