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«Il mio Paese senza futuro, spero in una vita normale per i miei bambini»

Uno dei cittadini afghani arrivati a Fiumicino con il volo di ieri nell’ambito del ponte aereo organizzato dalla Difesa

Di Redazione

«Per l’Afghanistan non vediamo futuro, non c'è speranza». Lo dice uno dei cittadini afghani arrivati a Fiumicino con il volo di ieri nell’ambito del ponte aereo organizzato dalla Difesa per portare in Italia gli ex collaboratori di contingente ed ambasciata e le loro famiglie. 
 «Siamo saliti sull'aereo - ha spiegato - inseguiti dalla paura che ci catturassero i Talebani, dovevamo uscire dal Paese. Ora c'è timore per gli altri familiari rimasti lì, hanno bisogno di aiuto e di protezione internazionale». 
 L’uomo ha quindi ringraziato «le forze armate ed il Governo italiano. Ho avuto l’asilo politico e vorrei che anche i miei bambini avessero il riconoscimento in modo da poter andare a scuola e fare una vita normale qui». 
 

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