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In Ucraina ancora bombe russe su Kiev e Lugansk

Nonostante gli spiragli di pace del vertice di Istanbul sul campo parlano solo le armi

Di Redazione

Sul suolo ucraino invaso dalle truppe russe la guerra non si ferma, nuovi bombardamenti segnalati nella notte nel nord-ovest di Kiev, nonostante i russi abbiano annunciato la riduzione delle operazioni sul fronte della capitale; e poi stamani, con forti esplosioni dai sobborghi. Vittime vengono registrate nella città orientale di Lysychansk, nel Lugansk, colpita dall’artiglieria pesante russa: ampi danni sulle aree residenziali, riporta il Guardian citando autorità locali.

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Sia l’esercito ucraino che il Pentagono ritengono che Mosca non abbia messo in atto alcun ritiro ma un  «ingannevole» riposizionamento di truppe, con duemila soldati spostati dalla Georgia. Secondo Londra, peraltro, le truppe russe tornano in Bielorussia per rifornirsi e Mosca compensa la ridotta capacità a terra con attacchi missilistici. 

Sul fronte diplomatico, non migliorano i rapporti tra Washington e Mosca, e il Dipartimento di Stato diffonde un nuovo avviso agli americani, invitati a lasciare immediatamente la Russia o a non recarvisi perché potrebbero essere trattenuti da Mosca in ragione del conflitto in corso in Ucraina.

La Casa Bianca esclude intanto che un incontro tra i presidenti americano e russo Joe Biden e Vladimir Putin possa essere messo in agenda prima di una «significativa de-escalation militare». Quanto agli spiragli di pace emersi ieri dal negoziato in Turchia fra le due parti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla di «segnali positivi», ma mantiene la cautela e attende risultati concreti: sovranità e integrità territoriale devono essere garantite, dice Kiev, e non ci possono essere compromessi.

Ed anche l’Occidente esprime forti perplessità sulle reali intenzioni dello zar. Intanto, i ministri degli Esteri russo Sergei Lavrov e cinese Wang Yi concordano di «rafforzare il coordinamento politico estero» bilaterale e di ampliare i contatti. Lo fa sapere Mosca dopo l’incontro odierno tra i due ministri in Cina: «Russia e Cina parlano con una sola voce negli affari globali», afferma. 
 Il fronte economico vede il nodo alimentare, con la Russia accusata dalla vicesegretaria di Stato Usa Wendy Sherman al Consiglio di Sicurezza Onu di aver provocato una «crisi alimentare mondiale» e di far correre il rischio di una carestia in vari Paesi con la guerra all’Ucraina, considerata il «granaio d’Europa».

Mosca respinge le accuse, definendole con l’ ambasciatore russo Anatoly Antonov «parte della guerra dell’ informazione di Washington contro la Russia». Ma la Sherman ribatte denunciando che i russi stanno bloccando 94 navi alimentari civili nella regione del Mar Nero e hanno bombardato tre navi che trasportano merci, soprattutto agricole, dai porti del Mar Nero in tutto il mondo. E mentre le borse continuano a monitorare gli sviluppi della guerra nella speranza di una de-escalation, il prezzo del gas in Europa scatta in rialzo del 6,1% dopo la notizia che la Germania ha attivato l’allerta preventiva del piano di emergenza sul gas. Al momento, spiega Berlino, non c'è un problema di approvvigionamento e quella di proclamare l’allerta è una «decisione preventiva» presa in via cautelare. 

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