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Kiev chiede ancora armi ed è allarme bombe a grappolo

Nuovo video del presidente Volodymyr Zelensky per un altro appello all'Occidente

Di Redazione

Continua senza sosta la guerra in Ucraina, invasa dalle truppe russe, mentre da Kiev arriva un nuovo appello all’Occidente: «Impossibile salvare Mariupol senza altri tank e aerei, i missili russi non si abbattono con fucili e mitra», dice il presidente Volodymyr Zelensky in un nuovo video. E polemicamente si chiede se non sia Mosca con l'intimidazione a guidare la comunità euroatlantica.

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Nelle ultime 24 ore gli ucraini, riporta il Kyiv Independent, hanno respinto con successo raid russi nelle regioni di Donetsk e Lugansk, e nello stesso periodo i soldati di Kiev hanno distrutto otto carri armati russi, 11 tra veicoli blindati e altri veicoli militari, e un mortaio; mentre secondo l'aeronautica ucraina è stato abbattuto un aereo, 12 velivoli senza pilota e due missili da crociera. Nella città meridionale di Kherson, inoltre, riferisce il ministero ucraino della Difesa citato dalla Bbc, è stato ucciso un altro generale russo. Secondo una fonte occidentale, si tratterebbe del settimo generale dell’esercito russo rimasto ucciso in Ucraina. 
 Dall’Est arriva anche la denuncia da parte del ministero dell’Interno di Kiev che i russi avrebbero usato ordigni a grappolo in una zona residenziale nella regione di Donetsk: «Il nemico ha sparato dai lanciarazzi multipli Tornado-C nel settore residenziale di Krasnohorivka, le munizioni sono cadute nelle strade del settore privato». Quello ad est è un fronte particolarmente caldo, perché le forze di Mosca cercano di accerchiare quelle ucraine davanti alle regioni separatiste, spiega il ministero della Difesa britannico nel suo rapporto di intelligence quotidiano: i russi avanzano da Kharkiv a nord e da Mariupol a sud, mentre il campo di battaglia settentrionale rimane invece in gran parte statico, con i contrattacchi ucraini locali che ostacolano i tentativi russi di riorganizzarsi. 

Intanto sul fronte politico si consuma un nuovo scontro al calor bianco fra Mosca e Washington dopo le parole al vetriolo del presidente americano Joe Biden pronunciate ieri a Varsavia. In visita ai militari americani, il commander in chief definisce il presidente russo Vladimir Putin un «tiranno» che «non può rimanere al potere», dopo che poco prima, incontrando i rifugiati ucraini, lo aveva definito «un macellaio», attirandosi le ire di Mosca. «Dobbiamo dire a questo tiranno che i suoi giorni sono contati», afferma Biden. Immediata arriva la replica dei russi, secondo cui non sta agli Usa decidere chi governa sulle rive della Moscova. Né valgono le precisazioni della Casa Bianca, secondo cui Biden - che nel suo discorso cita anche il celebre 'Non abbiate paurà di Papa Wojtyla - non parlava di un cambio di regime in Russia. Il messaggio sembra però voler cogliere l’opportunità, per gli Usa, di gettare benzina su presunte fronde interne anti-Putin. Ma secondo Mosca, gli insulti allo zar riducono lo spazio per le trattative. 
 E mentre Biden è in Polonia, i russi colpiscono con una serie di raid Leopoli, la città nell’ovest ucraino a soli 70 km dal confine polacco. È un messaggio di saluti da Mosca al presidente americano nel giorno della sua visita a Varsavia, commenta il sindaco Andriy Sadovy: «credo che il mondo debba capire che la minaccia è molto molto seria», aggiunge. Una minaccia che continua a fare morti e feriti, né risparmia i più piccoli: sono 139 i bambini ucraini rimasti uccisi dall’inizio dell’invasione, secondo informazioni dell’ufficio del Procuratore generale. Più di 200 quelli feriti. 

Intanto l’agenzia internazionale per l’energia atomica Aiea esprime preoccupazione per i lavoratori della centrale di Chernobyl, dopo che i russi - che hanno colpito nuovamente il centro di ricerca nucleare a Kharkiv - hanno preso ieri la vicina cittadina di Slavutych, dove molti tra i dipendenti della centrale vivono. Il timore riguarda in particolare il fatto che i lavoratori possano staccare, rispettare i turni e tornare a casa per riposare. Al momento si sa che l’ultima rotazione risale al 20-21 marzo. L’amministrazione comunale sta cercando di organizzare un 'corridoio verdè per far uscire dalla città donne e bambini. 
 

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