Notizie locali
Pubblicità

Mondo

Kiev "decapita" statua sull'amicizia Ucraina-Russia

Il indaco Klichko: «Qui sorgerà monumento a libertà ucraini»

Di Redazione

La testa dell’operaio russo giace per terra, piegata di lato, il collo di bronzo vuoto reciso quasi di netto. E’ il primo pezzo di statua a cadere sotto l’Arco dell’amicizia tra Russia e Ucraina, nel pieno centro di Kiev. Il monumento alto 8 metri, costruito nel 1982, raffigurava un lavoratore russo e uno ucraino che insieme sorreggono la stella dell’Ordine sovietico dell’amicizia dei popoli. Ma adesso, spiega all’ANSA il sindaco della capitale Vitaly Klitschko, «non è più attuale: la Russia ci vuole distruggere, distrugge le relazioni, e dimostra che razza di amicizia sia». 

Pubblicità

La statua è imbracata e sorretta da una gru, di sottofondo il rumore della fiamma ossidrica al lavoro. Davanti a giornalisti e curiosi il primo cittadino avanza la sua proposta: «Dedichiamo questo luogo alla libertà dell’Ucraina. Spero che il consiglio comunale di Kiev mi sostenga». Accanto alla statua dei due operai un monumento di granito, sovrastato da un gigantesco arco di titanio, dal diametro di 50 metri, che affaccia sul fiume Dnepr. Già nel 2018 vi fu applicato un adesivo in forma di crepa, simbolo della frattura tra Kiev e Mosca, a sostegno dei prigionieri politici detenuti in Russia. Nelle intenzioni del sindaco, l’arco sarà ridipinto dei colori dell’Ucraina, giallo e azzurro. «Era ora». «Finalmente». «Dovevamo farlo già nel 1991», sono i commenti tra la gente che assiste alla demolizione. «Non si sa per quale motivo l’idea di abbattere la statua finora fosse stata messa da parte. Ma è la cosa giusta da fare», dice Alex, un interprete di 35 anni. «Qualunque altro monumento sarà meglio di questo. Potremmo dedicarlo ai nostri soldati, al nostro grande poeta Taras Shevchenko, o all’amicizia tra l’Ucraina e l'Europa, e con tutti gli altri Paesi che adesso ci stanno aiutando».

Mykhailo ha 67 anni e pochi denti, è di Kiev ma non ricorda quando i sovietici eressero la statua. «Stavo tornando a casa in metropolitana, quando ho sentito la notizia che la stavano abbattendo. Sono sceso al volo e sono venuto a vedere. Sono 400 anni che la Russia ci ferisce», si compiace. 
 «Non avevamo proprio bisogno di questo monumento», commenta anche Lisa, 19 anni, di Kharkiv ma appena tornata da Leopoli, che osserva la scena seduta sul muretto con due compagne di università. «Quando ci andavamo...», sospirano amareggiate le tre coetanee, capelli colorati e filo di trucco. «Quando la guerra sarà finita non dovremo più guardare al passato, ma al futuro», aggiunge Lisa, che sul suo di futuro ha già le idee molto chiare. «Ne parlerò ai miei figli come di una lezione». Il comune di Kiev intende smantellare altri 60 monumenti legati all’Unione Sovietica e alla Russia, fa sapere poi Klitschko sul suo canale Telegram, seguendo un piano di "decomunistizzazione» già avviato da anni in Ucraina. La città ha compilato un elenco di 460 strade e testimonianze da rinominare per cancellare ogni memoria dell’invasore russo.
 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: