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L'eruzione di Tonga ha avuto una forza esplosiva pari a 500 volte la bomba di Hiroshima

Di Redazione

L’eruzione di un vulcano sottomarino che colpito sabato l’arcipelago di Tonga aveva una forza esplosiva pari a 500 volte la bomba nucleare sganciata su Hiroshima alla fine della seconda guerra mondiale. La stima è dei ricercatori della Nasa, secondo quanto riporta la statunitense National public Radio (Npr) 

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«Arriviamo a numeri attorno a 10 megatoni di Tnt equivalente", ha detto James Garvin, capo scienziato del Goddard Space Flight Center della Nasa. Ciò significa appunto oltre 500 volte la potenza della bomba di Hiroshima, sottolinea l’NPR. 

Secondo Michael Poland, geofisico dell’U.S. Geological Survey, l'esplosione, udita fino in Alaska, è probabilmente la più forte avvenuta sulla Terra da oltre un secolo. "Potrebbe essere l’eruzione più forte da quella del Krakatoa nel 1883", ha affermato il geologo. A suo parere, dopo eventi di questa portata, è difficile vi possa essere una seconda eruzione in tempi ravvicinati. 

 

 

Intanto è stato reso noto che ci vorranno almeno quattro settimane per riparare l’unico cavo sottomarino che assicura le comunicazioni con l’arcipelago di Tonga, tagliato fuori dal resto del mondo dopo l'eruzione di un vulcano sottomarino e il successivo tsunami. «La compagnia americana SubCom ci ha avvisato che serviranno almeno quattro settimane per riparare le connessioni via cavo con Tonga", ha detto il ministero degli Esteri della Nuova Zelanda. L’eruzione di sabato ha spezzato il cavo in due punti. 

opo la catastrofe naturale, ricorda la Bbc, le uniche, scarse comunicazioni sono state assicurate da pochi telefoni satellitari, la maggior parte dei quali in mano alle ambasciate a Nukùalofa, la capitale. Al momento vi sono tre vittime accertate, fra cui una cittadina britannica, ma la maggior parte dei cittadini di Tonga all’estero non è riuscita ad aver notizia dei propri cari e non sono ancora chiari l’entità dei danni e il bilancio dei morti. Il ministero degli Esteri neozelandese ha riferito che la compagnia di telecomunicazioni Digicel sta cercando di installare per oggi una connessione 2G per telefonate e sms, che sarà tuttavia limitata a circa il 10% della normale capacità.. 

Il dramma di Tonga sottolinea, fra l’altro, la vulnerabilità delle connessioni nelle isole del Pacifico, molte delle quali dipendenti da un solo cavo. Già nel 2019, a causa del maltempo, l’arcipelago di Tonga, con i suoi 100mila abitanti, aveva sperimentato un totale blackout di tutti servizi internet e di telefonia mobile. 

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