Notizie locali
Pubblicità

Mondo

L'Ue accelera sulle nuove sanzioni alla Russia: «Il petrolio ci sarà»

Zi sta accelerando sulla messa a punto del sesto pacchetto di misure contro Mosca

Di Michele Esposito

L’embargo al petrolio nel breve termine, quello sul gas sul tavolo del summit dei leader europei di fine maggio. Mentre gli Usa varano nuove sanzioni contro Mosca e i suoi oligarchi, l’Ue si prepara al passo più difficile nel percorso delle sanzioni contro la Russia, all’arma estrema per cercare di provocare il default di Mosca. Non è facile e, per ora, manca ancora l’unanimità.

Pubblicità

Ma nei corridoi di Palazzo Berlaymont si sta accelerando sulla messa a punto del sesto pacchetto di misure, quello che - come ha spiegato un funzionario della Dg Energia in commissione Affari Esteri al Parlamento europeo - includerà «sicuramente» l’embargo al petrolio. Non sarà uno stop hic et nunc ma, come è accaduto per il carbone, prevedrà una graduale eliminazione. «La Germania lo farà entro la fine dell’anno», ha annunciato ad esempio la ministra degli Esteri di Berlino Annalena Baerbock. 

 Sul fronte sanzioni è ancora Washington a giocare d’anticipo, annunciando misure che andranno a colpire la banca commerciale Transkapitalbank e 40 personalità ed entità russe, tra cui Konstantin Malofeyev. Da qui al vertice europeo del 30-31 maggio la discussione sull'indipendenza energetica dell’Ue entrerà nel vivo. Con il gas a fare da protagonista. Senza avere uno schema delle contromisure, Paesi come Germania e Ungheria (e non solo loro) non diranno mai sì all’embargo al gas. Altri, come l'Italia, una possibile contromisura l’hanno già proposta: è il cosiddetto 'price cup', il tetto ai prezzi del gas.

L’ipotesi si era affacciata all’inizio dell’anno come possibile risposta all’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia. Allora la guerra in Ucraina non era ancora cominciata. Adesso il tetto ai prezzi avrebbe anche una funzione sanzionatoria perché permetterebbe, in ogni caso, di pagare meno il gas russo. Il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, ha glissato con un 'no comment' le voci su una possibile apertura di Ursula von der Leyen all’ipotesi. 

Sul tavolo c'è anche un’altra strada, quella di un conto bloccato dove pagare il gas russo e al quale Mosca potrebbe aver accesso solo dopo aver ritirato le sue truppe. Ma il consenso sul price cup si allarga e non include solo Grecia e Spagna. "Siamo aperti a discutere di suggerimenti costruttivi che aiutano a dare sollievo alle persone», ha spiegato Magnus Brunner, ministro delle Finanze di un’Austria annoverata fino a qualche giorno fa tra i Paesi contrari alla misura cara all’Italia. C'è poi un altro aspetto che potrebbe fare da sponda al price cup: la misura consentirebbe all’Ue di evitare lo stop totale ad una fonte dalla quale resta fortemente dipendente, almeno nel breve periodo.

«La proposta di Draghi è un buon compromesso e farebbe in modo che almeno Putin non non abbia più soldi dalla guerra», ha scritto su Twitter l’ex ministro dell’Ambiente tedesco Norbert Rottgen invitando l’attuale governo a «non bloccare qualunque cosa». Nelle stesse ore, da Kiev, anche il presidente del Consiglio Ue Charles Michel assicurava a Volodymyr Zelensky che, nel supporto all’Ucraina, non ci sono crepe in Europa. «Putin non riuscirà a dividerci. L'ho già detto, prima o poi colpiremo il petrolio e il gas», ha sottolineato Michel. 

Sarà il petrolio comunque il primo ad essere colpito. Il pressing dei Baltici manche di Paesi come l’Olanda sta crescendo ed è ormai tutt'altro che escluso che il sesto pacchetto di sanzioni veda la luce molto prima del vertice dei leader di fine maggio. Nel frattempo sanzioni e guerra, secondo l’Istat, hanno fatto triplicare il deficit energetico nella bilancia commerciale italiana, che è passato dai 2,213 miliardi del febbraio 2021 ai 7,263 miliardi di quest’anno.

Nel 2022 la crescita dei consumi di gas potrebbe tornare negativa, ha avvertito l’Agenzia internazionale dell’energia. Ma anche Mosca comincia ad avere paura. Sul pagamento del gas in rubli il Cremlino sta frenando mentre Vladimir Putin ha annunciato, entro il primo giungo, un’azione della Russia al Wto contro le sanzioni «illegittime». 
 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA