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Mariupol, ultimatum scaduto. Zelensky: Con nuove armi noi vincitori

Nessuna resa da parte dei soldati di Kiev. Corridoi umanitari: il sindaco vuole evacuare 6mila civili con 90 bus

Di Redazione

E' scaduto a mezzogiorno (le 13 ora italiana) l’ultimatum russo per le forze ucraine che stanno resistendo a Mariupol ma non ci sono segnali di resa da parte dei soldati di Kiev. Lo riporta la Bbc. Anche se la città portuale assediata è circondata dalle forze russe, non è ancora caduta. 

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L’Ucraina è intenzionata ad evacuare oggi 6mila civili da Mariupol con 90 bus. Lo ha detto il sindaco della città portuale ucraina, Vadym Boychenko, secondo quanto riporta il Guardian. Secondo Boychenko nella città assediata restano ancora almeno 100mila civili I civili che verranno evacuati da Mariupol grazie al corridoio umanitario concordato per oggi verranno portati a Zaporizhizhia, a nordovest della città portuale assediata, attraverso i territori occupati di Mangush e Berdyansk. Gli autobus in partenza da Mariupol nell’ambito del corridoio umanitario verso Zaporizhizhia concordato oggi si fermeranno anche vicino all’acciaieria Azovstal, dove hanno trovato rifugio soldati e civili ucraini: lo ha detto il sindaco della città portuale assediata, Vadim Boychenko, precisando che il corridoio è aperto dalle 14:00 ora locale (le 13:00 in Italia). Lo riporta la Bbc. Alcuni soldati si sarebbero arresi e consegnati ai russi.

Il presidente ucraino Vlodomyr Zelensky ha rinnovato oggi il suo appello agli alleati affinché forniscano più armi al Paese in nome della «libertà». 
 «E' ingiusto che l’Ucraina sia ancora costretta a chiedere ciò che i suoi partner hanno nei depositi da qualche parte da anni. Se hanno le armi di cui l’Ucraina ha bisogno qui, di cui ha bisogno adesso, se hanno le munizioni di cui abbiamo bisogno qui e adesso, è loro dovere morale prima di tutto proteggere la libertà. Aiutateci a salvare le vite di migliaia di ucraini», si legge nel messaggio pubblicato oggi su Telegram. "Se avessimo accesso a tutte le armi di cui abbiamo bisogno, che i nostri partner hanno e che sono paragonabili a quelle usate 
dalla Federazione Russa, avremmo già posto fine a questa  guerra», ha dichiarato Zelensky

«Un’altra lettera al Santo Padre sulla sofferente Mariupol. Questa volta madri, mogli e figli dei difensori della città pregano e chiamano @Pontifex perché li aiuti: 'La comunità non ha il diritto di limitarsi ad assistere al crimine della Russia… ti chiediamo di fare il 
possibile e l’impossibile per salvare i nostri parenti e tutte le persone di Mariupol'». Sono i passi di una lettera inviata al Papa da Mariupol, diffusi via Twitter dall’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yurash. 

«Il nemico è dieci volte più numeroso di noi», dichiara Serguiy Volyna, comandante della 36ma brigata della marina nazionale, trincerato nel vasto complesso siderurgico di Azovstal a Mariupol, assediato dalle forze russe. 
 «Facciamo appello a tutti i leader mondiali e li preghiamo di aiutarci. Chiediamo loro di utilizzare la procedura di estrazione e portarci nel territorio di un Paese terzo», aggiunge il militare. Secondo il comandante Volyna, l’esercito russo ha «il vantaggio nell’aria, nell’artiglieria, nelle forze di terra, nell’equipaggiamento e nei carri armati. Difendiamo solo un punto, la fabbrica Azovstal, dove oltre ai soldati ci sono anche i civili che sono diventati vittime di questa guerra», prosegue il militare ucraino. 

 

«A Borodyanka. Come a Bucha e in tante altre città in Ucraina. La storia non dimenticherà i 
crimini di guerra commessi qui. Non ci può essere pace senza giustizia». Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio Ue Charles Michel che sta visitando la città ucraina di Borodyanka. 

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