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Mosca consegna bozza per i colloqui ma non si fida. Kiev delusa da Scholz

Il cancelliere tedesco non fornisce armi agli ucraini

Di Redazione

 La Russia ha consegnato all’Ucraina una bozza di documento sui colloqui formulata chiaramente e attende la risposta. Ora la palla è nel campo di Kiev. Lo ha 
detto il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov citato dalla Tass.  Tuttavia la portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova fa presente che la Russia non crede più nei negoziatori. «Ora non è più una questione di 'fidati e verifica'», afferma.

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La Russia vuole spingere l’esercito ucraino fuori dalle regioni orientali e mantenere il «corridoio di terra» verso la Crimea prima del 9 maggio, data in cui Mosca celebra con una parata la Giornata della Vittoria, in memoria della sconfitta della Germania nazista al termine della seconda guerra mondiale. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa ucraino Oleksandr Motuzianyk in un’intervista a Rbc-Ukraine, citato da Ukrinform. 
 «Ora il loro obiettivo è assolutamente chiaro: spingere le forze ucraine oltre i confini amministrativi della regione di Donetsk e della regione di Luhansk e mantenere un corridoio di terra verso la Crimea temporaneamente occupata. Questa è la 'vittoria' che la leadership russa cercherà di 'vendere' al suo Paese», ha detto Motuzianyk.

Nel frattempo, ha aggiunto, Mosca non si fermerebbe a questo: «A quanto pare, in futuro cercheranno di sviluppare un’offensiva anche in altre regioni, in particolare nella regione di Kherson, per occupare il maggior numero di aree possibili. Ora il nemico si sta preparando per questo obiettivo, raccogliendo le forze e consolidando le posizioni all’interno delle frontiere occupate. Ma questo dipenderà dai risultati delle ostilità nella regione di Donetsk e Lugansk». 
 

 Il discorso del cancelliere tedesco Olaf Scholz sull'Ucraina è stato accolto con «grande 
delusione e amarezza» a Kiev.
Lo ha detto alla Dpa l'ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk. L’Ucraina ha accolto con favore la volontà della Germania di fornire a Kiev 
ulteriori finanziamenti per gli armamenti, ma non le dichiarazioni di Scholz secondo cui le capacità di export delle forze armate tedesche sono esaurite. 

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