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Prove di guerra nel Mediterraneo, Italia e Francia in campo con le portaerei

La Cavour e la Charles De Gaulle incrociano Tirreno meridionale a 70 miglia dalla costa della Sicilia

Di Laurence Figà-Talamanca

Un Av8B Harrier decolla dalla pista della portaerei Cavour, poi un altro, infine un terzo nel giro di pochi minuti. A qualche miglia di distanza, dei Rafale spiccano il volo dalla nave francese Charles De Gaulle. In un ampio specchio di mare nel Tirreno meridionale, a circa 70 miglia a nord della costa della Sicilia, le due pattuglie aeree si cercano, si inseguono, si annusano, si mettono alla prova. In sostanza, si esercitano alla guerra. 

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L’esercitazione aeronavale congiunta delle Marine militari di Italia e Francia non è la prima nel suo genere ed era già prevista da tempo, ma assume un’altra rilevanza alla luce della cooperazione bilaterale rafforzata, sancita poco più di due mesi fa dalla firma del Trattato del Quirinale. E, soprattutto, arriva in un momento di tensioni geopolitiche tra Est e Occidente, con un Mediterraneo affollato di navi, teatro di manovre russe che, se al momento non appaiono aggressive, vanno comunque tenute d’occhio nella loro rotta verso il Mar Nero. 

«Lo scenario è fluido, come militari dobbiamo essere pronti alle diverse opzioni. Per questo dobbiamo cercare di lavorare sempre più spesso insieme: l’interazione è un’occasione unica per accrescere la nostra operatività», spiega l’ammiraglio Vincenzo Montanaro, comandante della 2/a Divisione Navale, accogliendo a bordo del Cavour l’ambasciatore francese in Italia Christian Masset, in visita per toccare con mano la cooperazione rafforzata tra Italia e Francia che prende forma anche in materia di difesa. «Questa esercitazione è un elemento tangibile di questa cooperazione, volta a costruire quell'autonomia strategica che serve all’Europa in questo secolo di incertezze geopolitiche, dove i rapporti di forza si modificano a una velocità mai vista prima», dice l’ambasciatore all’ANSA. «Italia e Francia possono fare la differenza nel Mediterraneo e nel Mediterraneo allargato, già collaborano dal Golfo di Guinea all’Oceano Indiano», aggiunge Masset. 

Dalla Charles de Gaulle sbarca in elicottero anche il contrammiraglio Christophe Cluzel che guida il gruppo aeronavale francese: «La nostra è una cooperazione naturale, siamo due Marine vicine, abbiamo l’abitudine di lavorare insieme. Il rafforzamento di questa cooperazione porta un plus evidente, in un momento in cui in mare aumentano le tensioni». Gli fa eco l'ammiraglio Aurelio De Carolis, comandante della squadra navale Cicnav: «L'attività di questi due giorni in mare non fa altro che accrescere un livello di integrazione già molto elevato, che ci poniamo di incrementare ancora nel prossimo futuro». 

Italia e Francia sono, insieme alla Spagna, gli unici Paesi europei ad essere dotati di portaerei con veicoli imbarcati. Nell’hangar del Cavour fa mostra di sé anche un nuovissimo F35B. A bordo anche un ospedale con due sale operatorie, 20 posti letto, 10 di terapia intensiva. L’equipaggio si sottopone a uno screening anti-covid ogni due giorni, in caso di positività si viene subito isolati. «Non c'è stata alcuna possibilità di creare focolai a bordo», assicura uno dei responsabili della struttura medica. 

Gli aerei rientrano e appontano sul Cavour. La visibilità è scarsa e la Charles de Gaulle, con i suoi Rafale, resta a distanza, non si fa vedere. Nella plancia della nave italiana, intanto, la rotta si mantiene a sudest, la prua verso lo Stretto di Messina che le due portaerei passeranno insieme nella notte per raggiungere l’americana Truman nel Mediterraneo meridionale. E da domenica le esercitazioni si allargheranno all’alleato Nato. 

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