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Putin: "Interessi Russia non negoziabili". Ma apre a una "soluzione diplomatica". La Nato teme escalation

 L’Ucraina annuncia la mobilitazione dei riservisti. Gli Usa inviano armi e uomini nei Paesi baltici

Di Redazione

"Non negoziabili": così il presidente russo Vladimir Putin ha definito oggi gli interessi e la sicurezza del Paese. La Russia è pronta a trovare "soluzioni diplomatiche"  con Kiev e l’Occidente sulla crisi ucraina, ha però aggiunto. «Il nostro Paese è sempre aperto al dialogo diretto e onesto per trovare soluzioni diplomatiche ai problemi più complessi. Tuttavia, gli interessi e la sicurezza dei nostri cittadini non sono negoziabili», ha detto Putin in un discorso trasmesso in tv in occasione della Giornata del difensore della patria. Putin minaccia l’Ucraina e dice: "Gli accordi Minsk non esistono più". La Russia, dice, vuole la 'smilitarizzazione' dell’Ucraina che potrebbe avere 'armi tattiche nucleari' e per questo non esclude l’ingresso di truppe russe nel paese. 

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 L’Ucraina annuncia la mobilitazione dei riservisti. Lo rende noto l’esercito di Kiev confermando una notizia anticipata ieri sera dai media internazionali. La mobilitazione riguarderà «i riservisti di età compresa tra i 18 e i 60 anni (...) La chiamata inizierà oggi. La durata massima del servizio è di un anno», hanno annunciato le forze armate ucraine in un messaggio su Facebook ripreso dall’Afp.  Secondo la Bbc, gli esperti stimano che vi siano circa 900.000 persone nella riserva delle forze armate ucraine.

Secondo Biden, Mosca potrebbe decidere di lanciare attacchi contro varie città del paese, «compresa la capitale Kiev». Per 
la Nato, che si attende un attacco su larga scala, «è il momento più pericoloso per la sicurezza europea da generazioni». Il 
Pentagono conferma l’invio nei paesi baltici di un battaglione di fanteria (800 uomini) dall’Italia, nonché otto F35 e 20 elicotteri da attacco Apache dalla Germania, mentre altri 12 elicotteri dello stesso tipo saranno spostati dalla Grecia in Polonia. 

Nelle ore più buie della crisi ucraina, la strategia dell’Italia viaggia su un binario quasi obbligato: da un lato la condanna del riconoscimento russo dei territori separatisti del Donbass (con l’annuncio di sanzioni), dall’altro il perseguimento del dialogo per «trovare una soluzione pacifica». Il premier Mario Draghi in mattinata lo dice chiaramente: «Sono in costante contatto con gli alleati per evitare una guerra nel cuore dell’Europa».

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