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Segretario generale Onu prima da Putin e poi da Zelensky

 Antonio Guterres sarà a Kiev il prossimo 28 aprile. Il presidente ucraino intanto ha comunicato che sta già ricevendo le ulteriori armi che aveva richiesto

Di Redazione

L’Onu ha ufficializzato nella notte la visita ufficiale di Antonio Guterres a Kiev. Il segretario generale - si legge in un comunicato - sarà nella capitale ucraina giovedì prossimo, 28 aprile, due giorni dopo l’incontro, già programmato per martedì a Mosca, con Vladimir Putin. Anche il premier italiano, Mario Draghi, starebbe pianificando una visita a Kiev, probabilmente prima del viaggio negli Stati Uniti in programma attorno alla metà di maggio. 

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Intanto, nel messaggio alla nazione di ieri sera, Zelensky ha affermato che i partner occidentali hanno finalmente iniziato a fornire a Kiev le armi di cui ha davvero bisogno. «Siamo stati ascoltati finalmente» e l’Ucraina sta ricevendo «esattamente quello che abbiamo chiesto», ha detto il presidente ucraino sottolineando che i commenti di un comandante russo sulla necessità di collegarsi con la Moldavia dimostrerebbero l'intenzione di Mosca di voler invadere altri Paesi. Nel suo videomessaggio, Zelensky ha fatto riferimento anche al Venerdì Santo che precede la Pasqua ortodossa. «Si conclude il Venerdì Santo, uno dei giorni più tristi dell’anno per i cristiani. Il giorno in cui la morte sembra aver vinto. Ma - ha detto - speriamo in una risurrezione. Crediamo nella vittoria della vita sulla morte. E preghiamo affinché la morte perda». 

Con il passare dei giorni, però, continuano a venire alla luce, soprattutto nell’area di Mariupol, le fosse comuni con centinaia di cadaveri seppelliti. L’ultima, con oltre 1.000 corpi, è stata rinvenuta nel villaggio di Vynohradne. «Questo è il più grande genocidio in Europa dall’Olocausto», ha detto il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko. E nel giorno in cui i media russi ammettono, ma poi cancellano, perdite militari per 20 mila uomini, arriva il bilancio del ministero della Difesa sull'affondamento dalla Moskva, l’ammiraglia della flotta russa del mar Nero colpita da missili ucraini il 13 aprile al largo di Odessa. Secondo i dati ufficiali di Mosca, che continua a parlare di un incendio a bordo, ci sarebbero soltanto un morto - un membro dell’equipaggio -, 27 dispersi e 396 persone tratte in salvo. L’affondamento sarà invece celebrato in Ucraina il prossimo maggio quando le poste emetteranno un nuovo francobollo dedicato proprio a questo episodio, considerato una svolta nella guerra. 

Sul fronte delle sanzioni e delle contromosse del Cremlino, la Commissione europea, con delle Faq pubblicate ad hoc per le aziende europee, ha spiegato che i pagamenti del gas russo possono continuare a essere effettuati in euro o in dollari nonostante il decreto varato da Mosca lo scorso 31 marzo, secondo il quale i contratti in essere sono rispettati solo dopo la conversione in rubli delle somme dovute. «Le società dell’Ue possono chiedere» alla Russia «di adempiere ai propri obblighi contrattuali come previsto prima dell’adozione del decreto, ovvero depositando l’importo dovuto in euro o dollari», si legge. 
 

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