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Sud Sudan: gli ex ribelli verso l'integrazione nell'esercito

Oltre 50 mila combattenti a Juba per cerimonia attesa dal 2019

Di Redazione

JUBA, 30 AGO - Più di 50.000 combattenti, tra i quali ex ribelli delle fazioni rivali nella guerra civile del Sud Sudan, sono pronti per essere integrati nell'esercito del Paese, in un'odierna cerimonia attesa dal 2019 dopo un'intesa siglata tra le parti lo scorso aprile. L'unificazione delle forze fedeli al presidente Salva Kiir e al suo ex rivale, il vicepresidente Riek Machar, è una condizione chiave dell'accordo di pace del 2018 che ha posto fine al conflitto durato cinque anni e in cui sono morte quasi 400 mila persone. Da quando ha ottenuto l'indipendenza nel 2011 dal Sudan, la nazione più giovane del mondo è passata da una crisi all'altra, combattendo contro inondazioni, fame, violenze etniche e disordini politici. La cerimonia nella capitale Juba giunge mentre cresce la frustrazione della comunità internazionale per i ritardi nell'attuazione dell'accordo di pace, con violenze che minacciano di annullare anche le fragili conquiste ottenute. All'inizio di questo mese, i leader del Sud Sudan - chiamati alla guida di un governo di transizione - hanno annunciato che sarebbero rimasti al potere due anni oltre la scadenza concordata, mentre l'interim era destinato a concludersi con le elezioni del prossimo dicembre. Finora, infatti, il governo non è riuscito a soddisfare le disposizioni fondamentali dell'accordo, tra le quali la stesura di una Costituzione. Il governo ha invitato alla cerimonia rappresentanti dei Paesi confinanti, tra i quali il presidente ugandese Yoweri Museveni e il generale Abdel Fattah al-Burhan, che ha organizzato il colpo di Stato in Sudan lo scorso 25 ottobre.

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