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Tunisia: al via Ticad8, vertice Giappone su sviluppo Africa

Oggi e domani, attesi 30 capi Stato e 5.000 partecipanti

Di Redazione

TUNISI, 27 AGO - E' in programma oggi e domani a Tunisi il vertice Ticad 8 (Tokyo International Conference on African Development) che mira a "discutere come creare insieme un mondo sostenibile", nel "complesso contesto dell'epidemia di Covid e della situazione in Ucraina". Il Giappone "intende fortemente sostenere lo sviluppo guidato dagli stessi africani", indica il ministero degli Esteri di Tokyo sul proprio sito di presentazione del vertice, sottolineando i vantaggi di un'economia giapponese: "La crescita di qualità" e "l'enfasi sulle persone". Il Giappone sostiene di voler stabilire una vera e propria "partnership" con l'Africa per lo "sviluppo a guida africana", senza perdere di vista un competitor cinese molto ben radicato nella regione. A questo vertice che si concluderà domenica sono attesi circa 5.000 partecipanti tra cui 30 capi di Stato e di governo provenienti da tutta l'Africa. Il primo ministro giapponese Fumio Kishida, che ha contratto il Covid poco prima del vertice, parlerà online dal Giappone, al suo posto è invece presente il ministro degli Esteri, Hayashi Yoshimasa. A margine del vertice, è previsto un forum economico che riunisce uomini d'affari ed "eventi paralleli" che coinvolgono la società civile sull'inclusione delle donne e all'innovazione. Dalla loro creazione nel 1993, i vertici Ticad, organizzati in collaborazione con le Nazioni Unite, la Banca Mondiale e l'Unione Africana, hanno generato 26 progetti di sviluppo in 20 Paesi africani. Ieri un incidente diplomatico ha caratterizzato la giornata con il Marocco che ha annullato la propria partecipazione alla Conferenza e richiamato per consultazioni il proprio ambasciatore a Tunisi a causa dell'accoglienza riservata al leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali, da parte del presidente tunisino Kais Saied. "Un atto grave e senza precedenti, che ferisce profondamente i sentimenti del popolo marocchino e delle sue forze vive", ha scritto il ministero degli Esteri di Rabat in una nota.

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