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Ucraina, conclusi i colloqui di Istanbul: ora Mosca evoca la possibilità di una pace, possibile incontro Putin-Zelensky

Abramovich oggi ha preso parte ai negoziati con l’approvazione di entrambe le parti, smentita la notizia dell'avvelenamento

Di Redazione

Si è conclusa la prima giornata di colloqui tra delegazioni di Russia e Ucraina al palazzo Dolmabahce di Istanbul. Lo fa sapere l'ufficio stampa dell’ambasciata ucraina di Ankara. I negoziati sono stati difficili con le richieste da parte ucraina di «garanzie sulla sicurezza senza condizioni per l'Ucraina - ha detto - Mikhaylo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky - , cessate il fuoco, decisioni efficaci su corridoi e convogli umanitari, rispetto delle parti per le regole di guerra».

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«Ma se il lavoro sul trattato Mosca-Kiev si muove velocemente e si trova un compromesso - ha detto il capo negoziatore russo Medinsky citato dalla Tass, la possibilità 
di un trattato di pace sarà più vicina». 

Si aprono quindi spiragli di un accordo di pace tra i due paesi, tanto che la delegazione di Kive ha detto che adesso «è possibile» un incontro tra i presidenti di Russia e Ucraina.

 Intanto, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha respinto le affermazioni del Wall Street Journal e di fonti statunitensi secondo cui Roman Abramovich e due negoziatori ucraini avrebbero sofferto di sintomi che suggeriscono un possibile avvelenamento dopo un precedente giro di colloqui. «Questo fa parte della guerra d’informazione» contro la Russia, ha detto in un punto stampa, aggiungendo che «queste informazioni non sono ovviamente vere». 

Abramovich oggi ha preso parte ai negoziati russo-ucraini con l’approvazione di entrambe le parti, anche se non è un membro ufficiale della delegazione russa, ha detto Peskov. «Consiglio a chiunque si trovi a negoziare con la Federazione russa di non mangiare o bere, e preferibilmente evitare di toccare qualunque superficie», è l’avvertimento del ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. 

«Gli insulti personali rivolti dal presidente Usa Joe Biden al presidente russo Vladimir Putin danneggiano le relazioni bilaterali, ma il dialogo russo-statunitense è necessario in ogni caso - ha anche detto Peskov - È necessario non solo nell’interesse dei nostri due paesi, ma anche nell’interesse del mondo intero. In un modo o nell’altro, prima o poi dovremo parlare delle questioni di stabilità, sicurezza e così via». 

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, citato dalla tass, in una teleconferenza ha affermato che «nel complesso, i principali obiettivi della prima fase di questa operazione sono stati raggiunti». Secondo Shoigu, «il potenziale di combattimento delle Forze Armate ucraine è stato notevolmente ridotto, il che ci permette di concentrare l’attenzione e i nostri sforzi principali sul raggiungimento dell’obiettivo primario, cioè la liberazione del Donbas». 

Il sindaco di Chernihiv, città a 130 chilometri da Kiev, Vladyslav Atroshenko, citato da Unian, ha detto che le truppe avrebbero ucciso fino a 400 suoi concittadini. «Abbiamo già più di 350 vittime in città. Questo non è il dato definitivo. Spero che avremo cifre più dettagliate. Penso che questa cifra sia di circa 400», ha affermato. Un attacco questa mattina al palazzo del governatore regionale di Mykolaiv da parte delle forze russe ha invece provocato almeno due morti. 

Intanto, il ministero degli Esteri russo ha convocato gli ambasciatori a Mosca di Lettonia, Lituania ed Estonia, per comunicare loro la decisione di espellere dei diplomatici delle rispettive rappresentanze in Russia. Si tratta di una ritorsione per la decisione dei Paesi Baltici di espellere diversi diplomatici russi il 18 marzo: tre ciascuno da parte di Estonia e Lettonia, quattro da parte della Lituania, che li ha dichiarati "persona non grata". 

Polonia e Repubblica Ceca non manderanno i loro rappresentanti alla riunione ministeriale del gruppo di Visegrad (che comprende anche Slovacchia e Ungheria), convocata a Budapest, per protesta contro la posizione assunta dal governo ungherese di Viktor Orban sulla Russia e l’Ucraina e i legami con il Cremlino. «Ho sempre appoggiato il V4, ma sono addolorato dal fatto che adesso i politici ungheresi ritengano più importante il petrolio russo a buon mercato rispetto al sangue ucraino», ha detto la ministra della Difesa ceca, Jana Cernochova. Anche il suo collega polacco, Mariusz Blaszczak, ha annunciato che non andrà a Budapest. 

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