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Ucraina, nuove campagne spam e truffe legate a solidarietà

I truffatori impersonano il governo ucraino, l’agenzia umanitaria internazionale Act for Peace, l’Unicef e altri progetti di donazione come l’Ukraine Crisis Relief Fund per inviare richieste di assistenza economica 

Di Redazione

Ondata di email dannose e fraudolente che sfruttano il conflitto militare in Ucraina e la solidarietà che si sta manifestando alla popolazione per installare sui computer degli utenti nuovi virus. A lanciare l'allarme la società di sicurezza Bitdefender. 

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Nelle campagne spam individuate, i truffatori impersonano il governo ucraino, l’agenzia umanitaria internazionale Act for Peace, l’Unicef e altri progetti di donazione come l’Ukraine Crisis Relief Fund per inviare richieste di assistenza economica con l’obiettivo di aiutare l’esercito ucraino e milioni di civili e bambini coinvolti nel conflitto militare. Una campagna in particolare, utilizzando l’oggetto «Sostenete il popolo dell’Ucraina. Ora accettiamo donazioni in criptovaluta. Bitcoin, Ethereum e USDT» proveniente da indirizzi internet in Cina ha raggiunto decine di migliaia di caselle di posta elettronica il 2 marzo. Il 25% delle email truffaldine era diretto a utenti nel Regno Unito, il 14% negli Stati Uniti, il 10% in Corea del Sud, l'8% in Giappone, il 7% in Germania, il 4% in Romania, e il 2% in Grecia, Finlandia e Italia. 

Ci sono altre due campagne malevole. La prima sta prendendo di mira le aziende manifatturiere: tramite un allegato alla mail i criminali informatici chiedono ai destinatari di compilare un sondaggio riguardante i loro piani di backup in risposta alla guerra in Ucraina. Aprendo questo allegato si installa un malware Rat (Remote Access Trojan) che ruba i dati ed è in grado di esfiltrare informazioni sensibili. Gli attacchi sembrano provenire da indirizzi internet nei Paesi Bassi (86%) e in Ungheria (3%). Con un’altra truffa i criminali informatici impersonano invece un’azienda sanitaria con sede in Corea del Sud specializzata in strumenti di diagnostica e il messaggio cita il conflitto in Ucraina. Anche in questo caso viene installato un Rat che permette ai criminali di catturare informazioni sensibili. L’89% delle email dannose sembra provenire da indirizzi Internet in Germania e Usa. 
 

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