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Ucraina, Trump: "Putin è intelligente, i nostri leader stupidi"

«Se le nostre elezioni non fossero state rubate», quanto sta accadendo in Ucraina «non sarebbe accaduto. Se io fossi stato presidente, questo non sarebbe accaduto», ha dichiarato l'ex presidente degli Stati Uniti

Di Redazione

«Il problema non è che Vladimir Putin è intelligente, è che i nostri leader sono stupidi». Donald Trump non indietreggia e ribadisce la sua valutazione sul presidente russo, una persona «smart» con «cui avevo affinità». Dal palco della Conservative Political Action Conference, a Orlando in Florida, l’ex presidente definisce «un’atrocità" quanto sta accadendo in Ucraina e loda il «coraggio» del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Poi aggiunge: «Con me alla presidenza non sarebbe mai successo». Il tycoon non si sbilancia esplicitamente su una sua possibile candidatura nel 2024 ma indica fra le righe che potrebbe farlo: «Abbiamo già vinto due volte, possiamo vincere anche la terza», dice riferendosi indirettamente alle elezioni del 2020 che, a suo avviso, gli sono state rubate. 

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La Russia «sta decimando l’Ucraina» e il rischio è ora quello di una grande guerra in Europa, se non di una guerra mondiale. "Per me sarebbe stato facile mettere fine a quello che sta accadendo, a questa farsa», osserva sicuro di sé lasciando intendere che il suo rapporto con Putin e la sua forza gli avrebbero consentito di risolvere rapidamente la situazione. Da qui l’attacco a Joe Biden e ai democratici che hanno rubato le elezioni del 2020. «Da presidente si deve proiettare forza all’esterno. Nessuno dei cinque peggiori presidenti della storia americana ha fatto i danni che Biden ha fatto in così breve termine. Il nostro Paese ha perso la fiducia in sé stesso», dice descrivendo Biden come «debole» e «incompetente». 

«Se le nostre elezioni non fossero state rubate», quanto sta accadendo in Ucraina «non sarebbe accaduto. Se io fossi stato presidente, questo non sarebbe accaduto. Sono l’unico presidente del 21mo secolo durante il quale la Russia non ha invaso un altro Paese», spiega ricordando come molti temevano quando è stato eletto che avrebbe trascinato gli Stati Uniti in una guerra mondiale. Non solo «non l’ho fatto, ma sono quello che invece vi ha portato fuori dalla guerra». 
 Con toni più pacati del solito Trump parla dal palco per un’ora e mezza, durante al quale attacca la «sinistra fascista" dalla quale si deve salvare il Paese. «Invece di difendere i confini di un Paese lontano» come l’Ucraina, i liberal dovrebbero «proteggere quelli di casa», dice assicurando che se i repubblicani vinceranno nel 2022 il «muro al confine con il Messico sarà pronto in tre settimane». 
 L’ex presidente torna quindi ad attaccare una delle sue nemiche più acerrime, Hillary Clinton, forte delle conclusioni della contro indagine sulle origini del Russiagate. «Non solo ha spiato la mia campagna, ha spiato la Casa Bianca», dice al pubblico con il quale mette in evidenza come tutto quello che i democratici «fanno a me lo fanno per mantenere il potere, e lo fanno contro di voi. Se annunciassi che non mi candido tutte le indagini cesserebbero, e andrebbero a cercare la prossima vittima».
 

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