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Ucraina, Zelensky: «I russi hanno smesso di lanciare ultimatum», ma Putin almeno per ora non si ferma

Il presidente russo ha parlato per oltre un'ora con il presidente francese Macron e con il cancelliere tedesco Scholtz ribadendo loro che l'esercito di Mosca proseguirà nelle sue operazioni

Di Redazione

Negli ultimi negoziati è emerso «un approccio fondamentalmente diverso» da parte di Mosca, che prima non faceva altro che  «porre ultimatum», mentre ora «si è cominciato a parlare». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa a Kiev, aggiungendo di essere «contento di avere un segnale dalla Russia», in riferimento ai «progressi» nei colloqui evocati ieri da Vladimir Putin.

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Russia e Ucraina stanno tenendo nuovi colloqui in videoconferenza, ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax. 

«Questa guerra non è stata iniziata da noi, questa è l'invasione cinica e crudele da parte della Russia, è la guerra contro il popolo ucraino», ha affermato Zelensky, intervenendo in collegamento video con la manifestazione di Eurocities a Firenze. «Questa guerra non è solo contro il nostro popolo ucraino, ma è contro i nostri valori, contro il nostro modo di vivere». Zelensky ha chiesto di ricordare «i 79 bambini uccisi dalla guerra, 79 famiglie distrutte, Dobbiamo fare in modo che questo numero non aumenti e che nessuno lo dimentichi». Secondo il presidente, circa 1.300 soldati ucraini sono stati uccisi finora e 500-600 soldati russi fatti prigionieri. 

Olaf Scholz e Emmanuel Macron, in una telefonata, hanno incalzato Vladimir Putin, chiedendo una tregua immediata in Ucraina. In 75 minuti, i due leader hanno anche chiesto "l'inizio di una soluzione diplomatica del conflitto». Macron ha chiesto a Putin di «togliere l’assedio» a Mariupol, dove la situazione è «umanamente insostenibile». Il Cremlino, secondo fonti dell’Eliseo, «non ha dato alcun segnale della volontà di sospendere la guerra». Anzi, nella telefonata Putin ha accusato le forze di Kiev di «flagranti violazioni» del diritto internazionale umanitario. 

Joe Biden ha autorizzato il Dipartimento di Stato a fornire ulteriori aiuti all’Ucraina fino a 200 milioni di dollari. I fondi serviranno per le apparecchiature e i servizi militari, l'istruzione e l’addestramento degli ucraini. 
 Nessun rischio in vista per la Stazione Spaziale Internazionale, ben posizionata sull'orbita prestabilita a circa 400 chilometri dalla superficie terrestre, grazie ad una manovra di routine fatta dalla navetta cargo russa Progress. Nessun timore che possa precipitare, secondo l’esperto di meccanica celeste Jonathan Mc Dowell. A paventare il rischio di una Stazione in caduta libera verso la Terra era stato Dmitry Rogozin, direttore generale dell’Agenzia spaziale russa Roscosmos, secondo cui, a causa delle sanzioni, la Russia non avrebbe più potuto assicurare l’arrivo delle navette cargo Progress, che, oltre a consegnare periodicamente materiali e rifornimenti, hanno il compito fondamentale di accendere periodicamente i loro motori per mantenere la Stazione Spaziale sulla sua orbita corretta. 

 Il sindaco della città polacca di Przemysl, Wojciech Bukan, che ha accolto Matteo Salvini sventolandogli la maglietta di Putin, non ha alcuna intenzione di tornare a parlare con il diretto interessato. «Ho detto tutto quello che avevo da dirgli. La guerra non è iniziata due giorni fa, ora si è solo estesa a tutto il Paese. All’epoca Salvini ha continuato a sostenere Putin e la sua guerra, questa è la cosa terribile. Ora viene qui a mostrare solidarietà ai profughi», dice all’ANSA. «Un gesto ipocrita», taglia corto il sindaco. 
 Sono 34.851 i profughi entrati in Italia dall’inizio del conflitto fino a oggi: 17.685 donne, 3.040 uomini e 14.126 minori. Il dato lo comunica il Viminale. 

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