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Zelensky: «Per ogni bomba che cade in Ucraina, si alza un muro con l'Ue». Ma per gli 007 «l'invasione russa è in stallo»

Di Redazione

Per ogni bomba che cade in Ucraina, si alza un muro sempre più forte fra Kiev e l’Europa. In videocollegamento con il Bundestag, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna in questo modo a sollecitare l’Europa a non esitare sull'ingresso di Kiev nell’Ue. E citando Reagan che chiese a Gorbaciov di «tirare giù il muro» di Berlino, chiede al cancelliere tedesco Scholz di buttare giù questo muro, «mostrando la leadership che la Germania merita».

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I negoziati con Mosca sono ancora difficili, secondo Kiev, che vede come priorità la fine della guerra, le garanzie di sicurezza, la sovranità, l’integrità territoriale e la protezione. E il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba vede ancora lontane le due delegazioni, anche se fattori come la resistenza ucraina e le sanzioni contro Mosca hanno fatto cambiare "leggermente" posizione a russi. 

Ma sul campo la battaglia continua. Fra le situazioni più complesse c'è Mariupol, sotto assedio da diversi giorni. Quella che prima era una città di 400mila persone, denuncia il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov alle commissioni Esteri e Difesa del parlamento europeo, da tre settimane sopravvive senza acqua né corrente elettrica, colpita da missili in continuazione, dove si stima che le perdite civili siano 20 mila.

Ieri le bombe sul suo teatro, trasformato in rifugio per centinaia di civili. Secondo Human Rights Watch, potevano esservene ospitati fino a 500 (ma la difesa di Kiev parla di 1.200 donne e bambini), anche se non si è in grado di determinare se lo avessero lasciato subito prima dell’attacco. Nelle immagini satellitari si vedono due scritte «bambini» in caratteri cirillici davanti e dietro la struttura. E il vicesindaco della città, Sergei Orlov, fa sapere che non c'è un edificio integro, l’80-90% è stato bombardato, la gente scioglie la neve per avere l’acqua e i morti vengono seppelliti nelle fosse comuni o nei loro cortili di casa. Del tutto distrutta anche Volnovakha, aggiunge Reznikov: «Non è rimasto più neppure un edificio, la città esiste ormai solo sulla cartina». 

 Ma bombe continuano a cadere anche in altre località: un attacco missilistico ha distrutto un sito di stoccaggio di munizioni nella regione occidentale di Rivne, mentre nella parte orientale viene presa di mira la città di Merefa, nell’Oblast’ di Kharkiv, dove gli amministratori locali riferiscono di vittime tra i militari ucraini. E un edificio residenziale a Kiev viene colpito dai resti di un missile abbattuto dalla contraerea. Nelle ultime 24 ore, la difesa aerea ucraina ha distrutto 10 bersagli aerei nemici, riferisce il centro stampa dello Stato maggiore delle Forze armate, e secondo una stima Usa finora sono almeno 7.000 i soldati russi morti durante i combattimenti in Ucraina, mentre i feriti sono oltre 14mila.

L'Ucraina continua a resistere, e l’ultimo rapporto di intelligence che arriva da Londra, che parla di un’invasione che è «in gran parte in stallo su tutti i fronti».

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