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Talebani respingono accuse ex ostaggio

Di Redazione |

KABUL, 15 OTT- I talebani afghani hanno respinto oggi le accuse rivolte loro dall’ostaggio canadese Joshua Boyle, secondo cui durante i cinque anni di prigionia prima della liberazione avvenuta l’11 ottobre, i militanti hanno ucciso una sua figlia e stuprato la moglie, l’americana Caitlan Coleman. Il portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghan Zabihullah Mujahid ha respinto le accuse definite “false e artefatte” e “suggerite dal nemico”. Dal momento del sequestro (nel 2012) fini alla liberazione, si dice ancora, “marito e moglie non sono mai stati separati l’uno dall’altra, proprio perché i mujaheddin volevano evitare possibili sospetti”. Allo stesso modo, prosegue la dichiarazione, “l’uccisione di un figlio è una accusa priva di fondamento, anche se è vero che durante la detenzione è avvenuto un incidente. La donna si è ammalata e, non essendovi un dottore per curarla, ha avuto un aborto spontaneo perdendo un nascituro di sesso femminile”.

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